Fu ucciso dall’elica, accusato il pescatore

Silvi, la Procura chiude le indagini e conferma l’ipotesi di omicidio. Il pensionato travolto da una barca mentre nuotava
SILVI. A poco meno di quattro mesi dal drammatico incidente nel mare di Silvi con l’ex marittimo falciato dall’elica di una barca mentre nuotava, la Procura chiude le indagini e conferma l’accusa di omicidio colposo per il proprietario dell’imbarcazione, un marittimo di Silvi.
Nei giorni scorsi il pm Greta Aloisi ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini a cui potrebbe far seguito la richiesta di rinvio a giudizio. E la dinamica dei fatti prende forma negli atti giudiziari che hanno ricostruito la morte di Mario D’Eustacchio, il 63enne pensionato ex pescatore di Silvi travolto dall’elica della barca mentre stava nuotando al largo di Silvi. A cominciare dai risultati dell’autopsia e degli accertamenti tecnici disposti sul motore a elica che hanno confermato come l’uomo sia morto per lesioni alla testa e che le stesse lesioni siano compatibili con quel tipo di elica. Un impatto violentissimo che ha provocato fratture importanti alle ossa facciali.
Va precisato che le indagini hanno da subito escluso il coinvolgimento di altre imbarcazioni nel drammatico incidente avvenuto al circa 600 metri dalla riva: investigatori e inquirenti immediatamente si sono concentrati sulla piccola barca da pesca che è stata sequestrata. Le indagini, affidate alla guardia costiera, hanno preso in considerazione anche la presenza di una eventuale boa di segnalazione da parte della vittima nell’area in cui stava nuotando. Elemento, quest’ultimo, che è stato attentamente valutato nel fascicolo. L’incidente avvenne il 17 agosto e a dare l’allarme fu lo stesso armatore: fu lui a chiamare la capitaneria di porto. L’incidente avvenne nel cosiddetto corridoio di lancio, ovvero il tratto di mare usato dalle imbarcazioni per poi raggiungere il largo. Il pescatore, infatti, stava andando a calare nasse e reti.
La tragedia si verificò nello specchio di mare antistante il tratto di spiaggia libera che si trova davanti alla pineta del Pescatore. È il luogo in cui D’Eustacchio, esperto nuotatore ed appassionato di lunghe nuotate al largo, trascorreva molti pomeriggi estivi. Gli amici raccontano che quando la spiaggia si svuotava a lui piaceva immergersi in mare per nuotare fino al largo. È così aveva fatto quel tardo pomeriggio d’agosto quando, così come faceva spesso, si era immerso in acqua per la sua lunga nuotata quotidiana. Quella sera, però, familiari e amici non lo videro rientrare.
I soccorsi, dopo l’allarme lanciato dal pescatore alla vista del corpo, furono immediati e in poco tempo sul posto arrivò l’ambulanza del 118 ma per il pensionato non c’era più niente da fare. Immediate le indagini e il provvedimento di sequestro dell’imbarcazione disposto dall’autorità giudiziaria, atto propedeutico a tutta la successiva attività di accertamento, soprattutto tecnica, che si è conclusa con la firma dell’avviso di conclusione delle indagini.(d.p.)
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