Fugge dall’ospedale: soccorso nel Vezzola

31 Ottobre 2024

TERAMO. Ci è voluta tutta la professionalità e la sensibilità di operatori del 118, vigili del fuoco, carabinieri e poliziotti per soccorrerlo nell’acqua del Vezzola, avvicinarlo e riportarlo in...

TERAMO. Ci è voluta tutta la professionalità e la sensibilità di operatori del 118, vigili del fuoco, carabinieri e poliziotti per soccorrerlo nell’acqua del Vezzola, avvicinarlo e riportarlo in ospedale, quell’ospedale da cui poche ore prima era fuggito per non sottoporsi a un Tso, un trattamento sanitario obbligatorio.
Perché per qualche attimo si è temuto il peggio dopo che l’uomo, arrivato nel tardo pomeriggio dall’ospedale Mazzini per essere sottoposto a delle cure psichiatriche, è fuggito dal Mazzini attraversando a piedi la città e cercando rifugio nell’area del lungofiume, in particolare sotto il ponticello dell’Acquaviva, tra i rovi e una pazza d’acqua.
Tutto è successo poco dopo le 18 quando dall’ospedale è scattato l’allarme con gli operatori che hanno cercato di riprenderlo a piedi durante la fuga. M
a l’uomo, approfittando anche del buio, è riuscito a trovare rifugio tra i rovi da cui ha urlato di non voler essere curato. Lo ha fatto dopo essersi lanciato dal piccolo pontile del lungofiume. Inutili sono stati i primi tentativi di bloccarlo dopo una lunga conversazione nel corso della quale i soccorritori hanno cercato di convincerlo. Due poliziotti si sono lanciati in acqua riuscendo a bloccare l’uomo successivamente messo su una barella portata sul pontile. L’uomo è stato di nuovo accompagnato in ospedale per essere sottoposto a un Tso. In ospedale sono finiti anche i due poliziotti che nell’attività di recupero sono rimasti lievemente feriti.(d.p.)