Funivia, non c’è alternativa D’Alfonso: «Opera funzionale»

13 Dicembre 2016

Il governatore difende l’intervento che collega l’università al centro: «A Chieti lo vuole il vescovo» I dieci milioni nel Masterplan sono vincolati a soluzioni per migliorare il trasporto sostenibile

TERAMO. Non c'è alternativa alla funivia. Il governatore Luciano D'Alfonso, pur non dicendolo in modo esplicito, l'ha fatto capire chiaramente alle commissioni comunali, riunite ieri di prima mattina all'Arca, in vista del consiglio comunale di oggi. All'ordine del giorno della seduta c'è anche l'esame della proposta, inserita nel Masterplan della Regione, per la realizzazione dell'impianto destinato a collegare il centro storico con il campus universitario a Coste Sant'Agostino. L'intervento, caldeggiato dal rettore Luciano D'Amico, è finanziato con dieci milioni di euro, ma suscita perplessità, se non addirittura aperta contrarietà, da parte di vari esponenti di maggioranza e opposizione. Secondo loro, considerata anche l'emergenza innescata dallo sciame sismico, la somma andrebbe destinata ad altri interventi come il consolidamento delle scuole o per restare in tema di mobilità sostenibile, all'estensione della rete pedonale e ciclabile.

Proprio sulla possibilità d’indirizzare ad altri scopi i dieci milioni di euro per finanziare la funivia si è concentrata la fase più calda del confronto in commissione. Secondo D'Alfonso, un eventuale altro progetto finanziabile al posto della funivia non può prescindere dalla finalità di potenziare il trasporto sostenibile. Le piste ciclabili dunque vanno bene: a queste però, fa notare il governatore, il Masterplan già destina 61 milioni da dividere tra le quattro province per interventi che dalla costa raggiungano l'entroterra e dunque anche Teramo.

«Ai percorsi ciclopedonali, inoltre», aggiunge il presidente, «sono finalizzati i cinque milioni di euro che il capoluogo ha ottenuto tramite i Por-Fers». Sull'eventuale riconversione dei fondi per la funivia un punto è comunque scandito dal governatore. «Non c'è intercambiabilità con un progetto per i lumini al cimitero o per l'edilizia scolastica». L'impianto di collegamento tra la sede universitaria e la città, tra l'altro, rientra in pieno nella filosofia che ispira il Masterplan.

«Mi occupo d'interventi che diamo respiro più ampio ad altre funzioni del territorio», rileva D'Alfonso che così delocalizza l'analisi sui pro e contro della funivia inserendola nel contesto piano regionale. «Teramo è la città più finanziata», afferma, «non abbiamo utilizzato criteri soggettivi o di proporzioni demografiche, ma ci siamo concentrati sulla funzionalità degli obiettivi». E' inutile insistere, quindi, sugli aspetti strettamente legati alle esigenze del territorio.

«Questi fondi non sono per gli iscritti all'anagrafe teramana», rimarca il governatore, «servono a migliorare il ruolo di formazione della città per persone che, da bambini, non si sono sbucciati le ginocchia giocando su queste strade». In funzioni che aprano i confini comunali D'Alfonso vede il suo «essere Regione« anche con i progetti del Masterplan. Ai consiglieri chiede di non perdere tempo «in discussioni che durano mesi» e lancia un monito rilevando che la stessa opera contestata a Teramo è stata richiesta a Chieti con una forte spinta da parte del vescovo.

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