Furti a raffica al cimitero Rubati addobbi e rame

11 Agosto 2020

Ci sarebbero delle bande specializzate che effettuano i colpi su commissione Il sindaco: «Ci sono le telecamere di sorveglianza, basta presentare la denuncia» 

GIULIANOVA. Il cimitero comunale, in particolare la parte ovest, è ormai diventato una sorta di zona franca dove tutto è possibile e dove tutto rimane impunito. In quell’area, dove dovrebbe regnare il rispetto per i defunti e per le famiglie che accudiscono le tombe, i furti si ripetono quotidianamente. Soprattutto vengono presi di mira i fiori recisi, le composizioni floreali e i vasi con essenze varie. Per non parlare degli addobbi in rame cristallo e vetro, materiale usato di sovente nei vari angoli del camposanto, che svaniscono nel nulla. Addirittura c’è stato chi, per prevenire danni ulteriori, ha sostituito nelle tombe multiple familiari le grondaie ed i canali di raccolta dell’acqua piovana in rame con materiale in plastica. Insomma la situazione è diventata davvero pesante tanto da indurre una donna a denunciare pubblicamente quanto accadutole a più riprese. Così edichiara U.D.L., moglie di un noto imprenditore del centro storico, e senza mezzi termini: «Per ben otto volte hanno profanato la tomba di mia madre rubando ripetutamente composizioni floreali da me preparate. I furti si ripetono da diversi mesi. Sorvolando sulla viltà del gesto, mi chiedo se non sia possibile una vigilanza magari con videosorveglianza all’ingresso e all’uscita. Fatico a credere che le composizioni floreali vengano rubate per ornare altre tombe, credo piuttosto che ci sia un mercato “esterno” che forse potrebbe essere scoraggiato dalla presenza di telecamere». Il sindaco Jwan Costantini ha replicato affermando che sono installate nell’area cimiteriale 16 videocamere e aggiunge: «Basta una denuncia e visionare le immagini. Il comando della polizia municipale è a completa disposizione». Sembra però, come è accaduto in altre parti d’Italia, che dietro alle scomparse di fiori ed oggetti dalle aree cimiteriali ci siano delle vere e proprie organizzazioni di ricettazione che operano a diversi livelli ed a prezzi davvero irrisori. I furti materialmente verrebbero eseguiti dopo la chiusura dei cancelli da bande di tossici che per pochi spiccioli offrono buste e zaini colmi di quella merce. I più complessi furti di rame – canaline grondaie e oggetti pesanti – vengono commissionati a bande specializzate dell’est Europa. Ma, come racconta chi è al corrente dei fatti che avvengono a danno delle famiglie dei defunti, capita non di rado di registrare furti compiuti su tombe di persone morte in giovane età. In questi casi verrebbero rubate lampade o oggetti presenti nella cappella stessa. Il maltolto verrebbe utilizzato all’interno di particolari riti organizzati da strane sette che evidentemente necessitano di oggettistica mirata per organizzare le sedute.
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