Fusione Julia Rete-Patrimonio
Nascerà presto un’unica grande azienda municipalizzata
GIULIANOVA . Julia Rete confluirà a breve nella Giulianova Patrimonio, creando così un’unica azienda municipalizzata presente sul territorio. È quanto è emerso in municipio durante la riunione di giovedì scorso dedicata alla commissione bilancio. L’azienda che gestisce la rete metanifera porterebbe nell’attivo della consorella un patrimonio di circa 10 milioni oltre ad un ragguardevole gruzzolo in termini di liquidità. Nel corso della commissione, oltre che delle variazioni e dell’assestamento di bilancio, si è parlato anche della modifica da apportare agli statuti di Julia Rete e Giulianova Patrimonio in vista dell’importante fusione per incorporazione.
Tra i punti all’ordine del giorno anche il riconoscimento di due debiti fuori bilancio, il primo riguardante l’esproprio in zona Peep risalente al 1972 eseguito nei confronti degli eredi Alfonso Carusi per un’estensione di circa 13.000 metri quadri. Il regolamento del pignoramento forzoso è stato quantificato in euro 19.565, oltre alla somma di euro 203.439 già versata ai fratelli Carusi nel febbraio 2014. L’altro debito fuori bilancio riguarda il riconoscimento di una prestazione artistica del 2011 all’associazione culturale Orchestra Contemporanea nell’ambito di Julia Jazz. L’associazione, in mancanza del pagamento di euro 6.000 oltre a spese legali ed altro per euro 3.809, a saldo della somma pattuita di euro 12.000, ha proposto decreto ingiuntivo dinanzi al tribunale di Teramo con relativo contenzioso da cui il Comune è uscito soccombente. Sul punto riguardante Julia Jazz il consigliere Gianluca Antelli (Giulianova Rinasce) ha sollevato dubbi e perplessità. Lo stesso Antelli afferma: «Non è dato sapere dai documenti l'andamento degli eventi. A quanto pare, a fronte di una convenzione per servizi di spettacolo di importo pari ad euro 12.000, sottoscritta tra il Comune e l'associazione culturale, l’ente ha liquidato soltanto la metà. Lo stesso Comune poi è stato condannato al pagamento della differenza oltre a oneri ed interessi legali. É lecito pertanto domandarsi se il consiglio comunale attuale debba andare a riconoscere un debito risalente a prestazioni rese e mai saldate a favore di una associazione culturale o se meglio tali obblighi debbano ricadere in capo a chi all'epoca dei fatti non rispettò gli impegni assunti». Continua Antelli: «Tali considerazioni, condivise dell'intera commissione, hanno fatto sì che sul punto si debba tornare con maggiore cognizione».
Alfonso Aloisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

