Futuro a rischio per la Purem: scatta lo sciopero fino a domani

5 Maggio 2023

Mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati dopo l’incontro con i vertici della multinazionale L’azienda non dà certezze sul sito di Castellalto: per ora produzioni confermate non oltre il 2025

TERAMO. Nessuna certezza sul futuro della Purem di Castellalto: ed è sciopero.
Da ieri pomeriggio i cento lavoratori dell'azienda, che produce componentistica per auto, hanno incrociato le braccia e così sarà fino a domani alle 6. Ad oltranza, inoltre, lo stop agli straordinari, mentre per mercoledì resta confermata la mobilitazione di tutto il comparto automotive con la “marcia della valle del tubo”.
A far scattare lo sciopero è stato l'esito del tavolo istituzionale promosso dalla Regione che si è svolto ieri mattina nella sede della Provincia.
L'assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale ha convocato i vertici della multinazionale tedesca, i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil, Confindustria e il presidente della Provincia Camillo D'Angelo. All'ordine del giorno la delocalizzazione di un progetto di produzione in Romania e i piani di azione e investimento della Purem sul sito di Castellalto. Quanto emerso, però, non ha soddisfatto nessuno. Infatti l'azienda ha confermato la situazione difficile del settore, legata anche alle strategie del colosso Stellantis (principale cliente della Purem), dicendosi impossibilitata nel dare certezze sul futuro del sito teramano.
Le attuali produzioni restano confermate ma, spiegano i sindacati, queste sono a tempo e non hanno una prospettiva che vada oltre il 2025. Al centro del clima di incertezza c'è soprattutto la transizione ecologica che sta spingendo verso l'elettrificazione dei motori: una innovazione che non vede pronte le aziende locali. Quanto emerso dal tavolo è stato riferito dai sindacalisti Natascia Innamorati (Fiom) e Marco Boccanera (Fim), presenti all'incontro, ai lavoratori della Purem nel corso di un'assemblea al termine della quale si è deciso di attivare subito lo sciopero. Quaresimale ha confermato l'intenzione da parte della Regione di voler coordinare la vertenza occupazionale «volendo scongiurare qualsiasi azione di riduzione dei livelli occupazionale e di impegno industriale dell'azienda», ha detto, «il percorso si preannuncia lungo e difficile, perché l'azienda ha fatto intendere che la transizione ecologica potrebbe portare ad una contrazione occupazionale. È anche vero che l'azienda stessa ha espresso fiducia nello stabilimento di Castellalto confermando quanto di buono i lavoratori hanno fatto negli ultimi anni. Con i sindacati non abbiamo esitato a chiedere quali siano gli obiettivi e gli investimenti per il futuro e quale sia la sorte dei lavoratori. In questo senso risposte certe non sono arrivate. L'azienda ci ha garantito che entro luglio darà informazioni più precise», ha concluso Quaresimale.
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