“Futuro In”: «Un fondo etico per finanziare attività sociali»

3 Dicembre 2015

TERAMO. Si chiama Fest ma non ha nulla a che vedere con eventi mondani. È l’acronimo di “Fondo etico solidarietà teramano”, la cui costituzione è promossa dal gruppo di “Futuro in” in consiglio...

TERAMO. Si chiama Fest ma non ha nulla a che vedere con eventi mondani. È l’acronimo di “Fondo etico solidarietà teramano”, la cui costituzione è promossa dal gruppo di “Futuro in” in consiglio comunale. In pratica si tratta di un salvadanaio virtuale in cui raccogliere donazioni da parte di aziende e imprese che lavorano per conto del Comune. Le somme raccolte saranno destinate a finanziare iniziative a sfondo sociale e culturale o piccoli interventi manutentivi.

«Gli imprenditori spesso intervengono per contribuire come sponsor all’organizzazione di eventi e manifestazioni», sottolinea l’assessore Rudy Di Stefano, «ma piuttosto che affidarsi a gesti spontanei e occasionali abbiamo pensato alla costituzione di un fondo nel quale far confluire le risorse messe a disposizione». A gestire i soldi così raccolti sarà il comitato di garanzia di cui faranno parte, oltre a un delegato del Comune, i rappresentanti delle associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati e organizzazioni di volontariato che saranno chiamati a condividere il progetto. Imprese e i professionisti che incassano finanziamenti pubblici, come ad esempio quelli relativi alle opere di ricostruzione post terremoto, tramite il fondo lascerebbero dunque alla collettività una parte dei loro compensi traendone anche vantaggi fiscali in termini di detraibilità delle elargizioni.

Le destinazioni primarie delle somme disponibili saranno il sociale e la gestione delle emergenze per le quali l’amministrazione spesso si trova in affanno. «Magari verrà finanziata qualche festa in meno», spiega Di Stefano, «ma chiederemo alle imprese di alimentare il fondo per dare sostanza alla solidarietà di cui si parla tanto». Non è detto però che, in assenza di altre priorità, i soldi raccolti non vengano utilizzati anche per manifestazioni culturali e sportive che comunque abbiano una certa rilevanza. Gli indirizzi saranno meglio precisati nel regolamento e nell’atto costitutivo del fondo, che dovranno passare all’esame del consiglio comunale, e tradotti in azioni concrete con l’avallo anche dell’assemblea dei finanziatori destinata ad affiancare il comitato di garanzia. «Il primo gettone lo metterà la giunta», annuncia il capogruppo Giambattista Quintiliani, «con l’assegnazione al fondo dei circa 40mila euro ricavati dal taglio del 20% delle indennità». Sarà questo il primo passo a cui seguiranno le elargizioni delle imprese ma anche dei cittadini. A questi ultimi si rivolge Franco Fracassa: «Li invito a destinare al Comune il cinque per mille della denuncia dei redditi con la garanzia che sarà impiegato per scopi sociali».

Gennaro Della Monica

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