G&D in crisi licenzia tutti i 79 dipendenti

Castilenti, ma con un affitto di ramo d’azienda riapre come “Ged” e punta a riassumere 35 operai
CASTILENTI. La G&D di Castilenti rinasce dalle proprie ceneri. L’impresa che produce manufatti in cemento, che è arrivata a occupare fino 120 operai, è stata recentemente costretta a mettere in mobilità tutti i 79 dipendenti.
La G&D, che ha uno stabilimento anche a Castelnuovo, ha subito un effetto perverso tipico della crisi: i committenti hanno iniziato a non pagare. E’ arrivata a vantare 10 milioni di crediti che non è riuscita a riscuotere. Ha dunque utilizzato il cosiddetto "castelletto", chiedendo prestiti alle banche dietro consegna di fatture. Ma le fatture non sono rientrate perchè le aziende non pagato. E le banche hanno detto “stop”. L'azienda si è trovata, con 7 milioni di commesse in corso, a non avere liquidità per acquisire materiali. Si è dunque costituita una nuova società, la Ged, sono state fatte da febbraio a oggi una serie di trattative con i sindacati per arrivare all'affitto dell'azienda e ripartire con un certo numero di operai. Così è stato. Tutti i dipendenti sono stati messi in mobilità. L'anno scorso era stato dichiarato un esubero di 65 persone: 37 sono stati messi in mobilità e per il resto è stato avviato un contratto di solidarietà per un anno. Dei 79 è prevista, entro fine anno, la riassunzione di 35 dipendenti, di questi ora se ne stanno riassumendo 18. I 14 di Castelnuovo, invece, sono in attesa dell’Anaspi.
«E’ un sistema assurdo quello che in Italia invece di salvare il salvabile genera effetto domino: le aziende in crisi con le lungaggini delle procedure (per i provvedimenti decisi dalla Formero, come il concordato in bianco) non pagano i fornitori che vanno anch'essi in crisi», commenta Silvio Amicucci della Fillea Cgil, «Pochissimi con la mobilità accedono alla pensione: è un dramma occupazionale, tantopiù che difficilmente possono essere impiegati in settori similari. Il tutto in un'economia già in affanno come quella del Fino. Ma con 35 assunzioni, se il progetto decollerà come tutti ci auguriamo, sarà una bella realtà industriale». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

