G&D, in vista decreti ingiuntivi degli operai

8 Aprile 2015

Castilenti, 8 lavoratori licenziati diffidano l’azienda e chiedono l’immediato pagamento degli arretrati

CASTILENTI. Otto ex dipendenti della G&D inviano una diffida all’azienda di Castilenti. Il 5 marzo l’impresa che produce manufatti in cemento ha licenziato tutti i 79 dipendenti: otto si sono rivolti all’avvocato Antonio Del Vecchio perchè vogliono vederci chiaro. «Stiamo contestando la procedura: vogliamo capire se abbia violato i principi di buona fede e correttezza, e vogliamo anche capire se siano state poste in essere discriminazioni illecite», dichiara il legale. Per questo l’avvocato ha chiesto i documenti che attestino la correttezza della procedura. Pare che tre degli otto operai abbiano firmato anche una rinuncia al preavviso, che quindi è stata contestata. Non solo: gli otto chiedono il versamento della mancata retribuzione (sono stati versati solo degli acconti) dei mesi da settembre 2014 a marzo 2015, più Tfr, tredicesima e quattordicesima. Alcuni non hanno ricevuto le tredicesime e quattordicesime negli ultimi tre anni.

Per ora è stata inviata una diffida stragiudiziale, con riserva di contestare la messa in mobilità dopo aver letto i documenti. Inoltre se la G&D non versa i soldi entro 5 giorni gli ex dipendenti agiranno con i decreti ingiuntivi per ottenere i mancati pagamenti.

«Il nostro obiettivo è anche capire come si colloca la nuova azienda rispetto alla vecchia e se sono rispettati i requisiti previsti per legge per la riassunzione. Se è il caso vigileremo anche su questo», dichiara Del Vecchio. Il riferimento è alla nuova impresa, la “Ged”nata sulle ceneri della G&D.

Quest’ultima, a causa di committenti che non hanno pagato, si è trovata ad avere il taglio delle linee di credito da parte delle banche, pur avendo 7 milioni di lavori da svolgere. Si è dunque costituita una nuova società, la Ged, sono state fatte trattative con i sindacati per arrivare all'affitto dell'azienda e ripartire con un certo numero di operai. Così è stato. Tutti i dipendenti sono stati messi in mobilità. L'anno scorso era stato dichiarato un esubero di 65 persone: 37 sono stati messi in mobilità e per il resto è stato avviato un contratto di solidarietà per un anno. Dei 79 rimasti dopo la precedente mobilità, ora sono stati tutti licenziati. Ma è prevista, entro fine anno, la riassunzione di 35 dipendenti, di questi ora se ne stanno riassumendo 18. I 14 dipendenti dell’altro stabilimento chiuso, a Castelnuovo, invece, sono in attesa dell’Anaspi. (a.f.)

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