Galleria d’arte nel sottopasso con le tele comunali non esposte

9 Marzo 2016

È il progetto di Brucchi per rendere pienamente fruibile il patrimonio della pinacoteca, i quadri saranno in teche blindate. L’ente ha censito tutte le sue opere, molte devono essere restaurate

TERAMO. Il sottopassaggio di piazza Garibaldi si trasforma da ricettacolo di vandali e luogo degradato a galleria d'arte permanente. A confermare la volontà di lavorare su questa ipotesi, in continuità con i lavori dell'Ipogeo, è il sindaco Maurizio Brucchi, che così vuole mettere in luce e rendere pienamente fruibili le tele più rappresentative del patrimonio della pinacoteca teramana, spesso costrette a restare nei depositi, ma anche riqualificare il corridoio pedonale sotto piazza Garibaldi.

«In questo modo vogliamo creare una sorta di vero e proprio percorso culturale che si snoderà a partire dal castello Della Monica», spiega il sindaco, «per poi proseguire attraverso la pinacoteca, il museo di Pagliaccetti e Crocetti, il sottopassaggio trasformato in galleria d'arte, la sala ipogea, e continuare all'Arca, fino al museo Savini, e infine al teatro romano e agli scavi archeologici. Ovviamente», ha puntualizzato ancora Brucchi, «le tele non saranno alla mercè dei vandali, ma saranno custodite in teche infrangibili adatte all'esposizione delle opere». L'area sarà sorvegliata da telecamere.

Anche per approdare a questo progetto, il sindaco Brucchi ha disposto una ricognizione sul patrimonio culturale custodito dal museo e dalla pinacoteca, condotta insieme al segretario generale Patrizia Scaramazza che detiene l'incarico pro-tempore di responsabile del Polo museale. Dalla ricognizione sono emersi input significativi utili a mappare con precisione le opere che il Comune ha ceduto in prestito. E' stato il caso ad esempio di un polittico in legno di Giacomo da Campli detenuto da tempo dalla Soprintendenza che lo aveva chiesto per una mostra e rimasto in custodia alla soprintendente Lucia Arbace. Dice il sindaco: «Sono circolate indiscrezioni e allarmismi su alcune opere della pinacoteca e va fatta chiarezza. Intanto non c'è nessuna opera che manca all'appello perché le opere, come è naturale, spesso vengono cedute in prestito per le mostre come è avvenuto di recente per due tele di Celommi che il Comune di Teramo ha concesso al Comune di Roseto. E altre, come il polittico in legno, sono presso la Soprintendenza ai beni artistici che è l'ente sovraordinato alla custodia delle opere. Le opere sono state tutte censite e catalogate in un volume pubblicato di recente e molte inserite nella sezione dei beni da restaurare. Su alcune sono già in corso verifiche della Soprintendenza che le ha coperte con materiali specifici di rivestimento per verificare il distacco di colore. Per altre invece, che pure necessitano di restauro, è difficile ipotizzare interventi immediati poiché non sono tele ritenute di alto valore artistico, e dunque nelle priorità da dare ai costosi interventi di restauro restano in coda».

Il sindaco, al termine della ricognizione fatta anche in collaborazione con l'assessore Francesca Lucantoni e l'ex direttrice dei musei civici Paola Di Felice, si è dichiarato molto soddisfatto dello stato di attenzione rivolto al patrimonio artistico in questi anni tanto da essere pronto a esporre in modo permanente le opere più significative nel sottopassaggio. «Le opere sono già a disposizione della collettività e degli studiosi», ha detto ancora il sindaco, sottolineando che in occasione della Settimana del Patrimonio i depositi della pinacoteca sono stati aperti al pubblico per la consultazione delle tele. Il riferimento è a tele che non vengono esposte in pinacoteca per via della priorità che spesso viene riservata alle mostre. «Inoltre», ha puntualizzato l'assessore alla cultura Lucantoni, «quotidianamente ci sono studiosi e professionisti del settore che si recano nella pinacoteca per fare approfondimenti e studiare le opere. Di recente abbiamo aperto i depositi anche agli studenti delle superiori, che sono stati preziosi nell'ambito di un progetto scuola-lavoro per la catalogazione delle opere on line».

«Il patrimonio è già fruibile», ha concluso il sindaco, «ma riteniamo che con la realizzazione di una galleria permanente avvicineremo ulteriormente il patrimonio artistico ai teramani riqualificando un corridoio pedonale che deve spogliarsi della connotazione di sottopasso degradato per diventare tassello prezioso di un percorso culturale».

Marianna De Troia

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