Gambia, preoccupazione per i pescatori arrestati

6 Marzo 2015

Le condizioni degli armatori non sono buone, lo dice la Italfish di Martinsicuro, società armatrice della nave, riferendo della visita del console ai due marinai

MARTINSICURO. I due pescatori italiani arrestati in Gambia "non sono in buone condizioni né fisiche né mentali, sono rinchiusi in celle sovraffollate, senza bagni e senza acqua. Si trovano in due bracci diversi del carcere, reclusi con veri criminali". Lo dice la Italfish di Martinsicuro, società armatrice della nave, riferendo della visita del console ai due marinai. Per Italfish "la situazione si fa sempre più preoccupante" e "non vorremmo che si trattasse di un nuovo caso 'Marò'".

Le condizioni igienico sanitarie del carcere, secondo quanto riferito dal console onorario in Gambia alla Italfish srl, sono "estremamente scarse. Nelle celle - sottolineano dall'ufficio della società armatrice che sta gestendo il caso - sono rinchiuse anche fino a 20 persone".

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Il console onorario in Gambia è la prima persona che i due pescatori italiani - il capitano della nave Idra Q., Sandro De Simone, di Silvi Marina, e il direttore di macchina, Massimo Liberati, di San Benedetto del Tronto- hanno potuto incontrare dal giorno dell'arresto, avvenuto lunedì, dopo dieci giorni passati in stato di fermo.