Gara di solidarietà per rimpatriare un senegalese malato
MARTINSICURO. Grazie ad una grande gara di solidarietà Cherif K., 28 anni profugo del Senegal, potrà morire nella sua patria tra i suoi cari. A raccontare la storia di Cherif è Tullio Galluzzi console del Senegal per Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna che si è adoperato affinche l'ultima volontà del senegalese venisse soddisfatta.
«Cherif», racconta il console «è arrivato in Italia con uno dei barconi dei disperati nel 2015. Partito da Marandan, sud del Senegal, si è imbarcato in Libia ed è approdato a Lampedusa. Dal centro di smistamento dei profughi lo hanno portato in un centro Gus di Alba Adriatica. Da circa un anno il ragazzo si è ammalato fino ad essere ricoverato a Teramo dove gli è stato riscontrato un carcinoma alla gola arrivato allo stato di irreversibilità tanto che i medici gli hanno dato ancora poco tempo di vita. Si trova da 5 mesi in un letto per malati terminali dell'ospedale teramano con ossigeno e un sondino per alimentarlo. Il ragazzo, a cui ho fatto visita diverse volte, è conscio della malattia e del poco tempo di vita e ha manifestato la volontà di terminare la sua vita nel paese di origine accanto ai suoi familiari. Visto la situazione in cui versa si è aperta una gara di solidarietà per dar modo a Cherif di veder realizzato il suo ultimo desiderio. Il18 luglio il ragazzo sarà imbarcato su un volo per Dakar. Ad accompagnarlo un infermiere messo a disposizione dalla Croce Verde di Ascoli. Il ragazzo sarà trasferito in un ospedale della capitale senegalese dove avrà vicino i propri genitori. Si parla tanto di razzismo ma nel Teramano, in questa occasione, si è visto che la comprensione e l'amore non hanno barriere. Voglio ringraziare, a titolo personale e a nome della repubblica del Senegal i tanti che si sono adoperati affinchè la volontà di Cherif sia esaudita».
Sandro Di Stanislao
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