Garrano, bitume prodotto nell’ex cava «Ignorati i vincoli»

11 Dicembre 2016

D’Alberto (Pd): scaduti i termini per la bonifica dell’area ma l’amministrazione comunale non applica la sanzione

TERAMO. Le prescrizioni del Comune sono rimaste sulla carta. Non trova sbocchi la questione dell'ex cava di Garrano, trasformata in un impianto di trattamento d'inerti e produzione di bitume dalla Conglobit, che ha scatenato proteste da parte dei residenti.

Segnalazioni, esposti e interventi da parte delle autorità competenti per ora non hanno sortito effetti. E' quanto afferma il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto che denuncia la mancata applicazione delle disposizione dettate dall'ente all'impresa di cui è rappresentante legale Giuseppe Di Eleuterio. A seguito di un sopralluogo fatto ad aprile, il Comune in agosto aveva emesso un'ordinanza che imponeva il ripristino dei luoghi utilizzati in difformità ai titoli edilizi rilasciati e alle destinazioni indicate nel piano regolatore. «Nel Prg quella zona è classificata D1 e può ospitare insediamenti artigianali compatibili con l'ambiente», osserva il consigliere, «mentre l'attività della Conglobit rientra nella categoria di quelle insalubri di prima classe per fumi emessi e tipo di produzione». L'impianto, insomma, non dovrebbe stare lì, in una zona vicina ad abitazioni che per questo ha un'altra destinazione urbanistica. Proprio gli esposti da parte dei residenti hanno indotto il Comune alla verifica da cui è scaturita l'ordinanza che imponeva alla proprietà di mettersi in regola entro tre mesi. «Il termine è scaduto i primi giorni di novembre», fa sapere D'Alberto, «ma finora non è stato fatto nulla».

Il provvedimento, tra l'altro, in caso d'inadempimento indica una sanzione pesante: l'acquisizione dell'impianto e della cosiddetta "area di sedime" al patrimonio dell'ente. «Nonostante il gravissimo e incomprensibile ritardo con cui è stata emessa l'ordinanza rispetto al sopralluogo di aprile», evidenzia il capogruggo del Pd, «nessuna delle iniziative previste è stata attivata». D'Alberto chiede, dunque, quali siano le intenzioni del Comune. «Ancora una volta», conclude, «l’amministrazione mostra un atteggiamento quanto meno superficiale». (g.d.m.)

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