Gasdotto esploso: primi periti in aula

PINETO. I tempi (lunghi) dei procedimenti giudiziari a scandire sei anni trascorsi senza sapere perché il 6 marzo del 2015 a Mutignano di Pineto esplose il gasdotto Snam (fortunatamente senza contare...
PINETO. I tempi (lunghi) dei procedimenti giudiziari a scandire sei anni trascorsi senza sapere perché il 6 marzo del 2015 a Mutignano di Pineto esplose il gasdotto Snam (fortunatamente senza contare vittime). Ieri nuova udienza del processo che sconta lo slittamento per la pandemia e prima ancora il passaggio da un giudice all’altro dopo una precedente richiesta di astensione: in aula i primi consulenti tecnici della Procura (il fascicolo è del pm Silvia Scamurra).
A processo (davanti al giudice monocratico Morena Susi) ci sono 18 esponenti, tra responsabili tecnici e amministrativi, di Snam Rete Gas. L’accusa è quella di disastro colposo. Già svuotato di tutte le parti civili (proprietari di case danneggiate, associazioni ambientaliste ed enti locali hanno ottenuto dei risarcimenti e quindi non si sono costituiti), il procedimento da qualche tempo è entrato nel pieno dell’istruttoria con i testi della Pubblica accusa.
L'esplosione del tratto di metanodotto avvenne nel marzo 2015 in occasione di una frana verificatasi dopo due mesi di piogge in un’area classificata a moderato rischio idrogeologico. Sotto accusa, in particolare, le modalità con cui nel 2010 furono realizzati alcuni lavori di messa in sicurezza di quel tratto di metanodotto.
Secondo la Procura fin dal 2008, le costanti attività di monitoraggio svolte dalla società sulle tubature avrebbero messo in luce come la condotta, nella parte successivamente esplosa, si fosse alzata di circa 26 centimetri rispetto al 2001.(d.p.)
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