Gatti alla Giulianova Patrimonio

Sarà direttore generale della municipalizzata, lo ha nominato l’amministratore Luca Ranalli
TERAMO. Non sarà probabilmente sullo scranno della Corte dei Conti – ipotesi per ora bloccata dai veti incrociati della politica regionale – il prossimo incarico dell’ex consigliere regionale Paolo Gatti, ma su una poltrona della Giulianova Patrimonio. L’esponente politico teramano è stato infatti nominato direttore generale della società “in house” del Comune di Giulianova. L’atto è stato firmato il 9 marzo scorso dall’amministratore unico della municipalizzata giuliese Luca Ranalli, che lo ha scelto fra i tre candidati che alla scadenza del 26 febbraio scorso avevano risposto all’avviso pubblico inviando i curriculum. Gatti sarà il primo direttore generale della “Patrimonio”, figura apicale che prima mancava nell’organigramma. Era stato lo stesso Ranalli a insistere per istituire questo ruolo, prima con il sindaco Mastromauro, poi con il commissario prefettizio, e poi con l’attuale sindaco Jwan Costantini, che lo ha accontentato – o quantomeno lo ha fatto la sua maggioranza – con la delibera votata dal consiglio comunale il 20 dicembre dello scorso anno. Alla delibera è seguito l’avviso pubblico e qualche giorno fa la scelta dell’amministratore unico con la nomina di Gatti. Un atto, ha specificato Ranalli, che è ufficiale – è stato pubblicato pochissimi giorni fa sul sito della società – ma che diventerà operativo solo tra qualche giorno. La Giulianova patrimonio si interessa in città del servizio dei parcheggi a pagamento, gestisce il mercato ittico, ha la responsabilità della cura del verde pubblicoe altre attività. In base a quanto previsto nell’avviso pubblico l’incarico di direttore generale ha una durata di tre anni – con possibilità di rinnovo per altri tre – con uno stipendio annuo di 54.377 euro lordi. Gatti, pur non ricoprendo al momento incarichi politici o istituzionali, gioca un importante ruolo politico nel teramano. Solo per fare qualche esempio c’è stata anche la sua mano nell’elezione del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, nell’accordo che ha portato alla nuova governance del Ruzzo e ha fatto la sua parte nel portare al successo il sindaco di Giulianova Costantini.
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