Gatti, Chiodi e Di Dalmazio: «Il premier ci abbandona»
TERAMO. La notizia del taglio della prefettura di Teramo suscita reazioni polemiche nel centrodestra cittadino, escluso (ovviamente, è il caso di dirlo) l’Ncd, il partito del ministro Alfano. «Che...
TERAMO. La notizia del taglio della prefettura di Teramo suscita reazioni polemiche nel centrodestra cittadino, escluso (ovviamente, è il caso di dirlo) l’Ncd, il partito del ministro Alfano.
«Che per Renzi la città di Teramo e l'intera provincia rappresentassero l'ultima periferia dell'impero, ce ne eravamo già accorti, sia per l'evidente disinteresse, sia per le infelici battute perfino sul Teramo calcio. Ora, con la chiusura della prefettura, attraverso le abili forbici dei ministri Alfano e Madia, non residua più alcun dubbio». Lo affermano in una nota il vice presidente del consiglio regionale, Paolo Gatti, il presidente emerito della Regione Gianni Chiodi e il capogruppo di “Abruzzo Futuro” Mauro Di Dalmazio. «L'Abruzzo», continuano i tre esponenti teramani di centrodestra, «sta diventando il luogo geografico di tagli e di maldestri tentativi di risparmio che concretizzano un vero e proprio abbandono del territorio da parte del governo di centrosinistra. Di fronte ad una riduzione del 50% dei presidi di legalità e sicurezza nella nostra Regione e del reiterato maltrattamento della provincia di Teramo in particolare, ma anche, questa volta, di quella di Chieti, non ci limiteremo a chiedere ai parlamentari abruzzesi che sostengono il governo di fare una scelta tra la loro appartenenza partitica e i loro doveri verso l'Abruzzo, ma proporremo in consiglio un atto formale che impegni il presidente D'Alfonso e il governo regionale ad assumere tutte le iniziative utili per evitare la ulteriore desertificazione della nostra regione nei servizi fondamentali».
Il coordinatore cittadino di Fdi-An, Raimondo Micheli, scrive in una nota: «Ancora una volta la penalizzazione ricade sulla visibilità della nostra città, ancora una volta la mannaia dei tagli colpisce Teramo più delle altre province abruzzesi. Due prefetture per l'Abruzzo, ma due territorialità completamente diverse: Chieti e Pescara hanno una contiguità che consente una gestione sicuramente più uniforme rispetto a Teramo e L'Aquila che, oltre ad essere divise dal Gran Sasso, hanno esigenze differenti. Così Teramo sprofonda sempre di più nell'anonimato, lasciando quindi campo libero alle iniziative di pochi e solo per propri interessi: i cittadini avranno garanzie di controllo sempre meno definite».

