Gatti, spunta l’ipotesi candidatura con FdI

20 Agosto 2023

L’ex assessore: «Sto parlando con Marsilio, l’unico nodo è il progetto del nuovo ospedale ma siamo a buon punto»

TERAMO. Non è certo passata inosservata, ieri mattina a Pescara, la presenza di Paolo Gatti all’evento della campagna “Italia vincente”, che Fratelli d’Italia sta conducendo nelle piazze di tutto il Paese per raccontare agli italiani i risultati del primo anno del Governo guidato da Giorgia Meloni. Un Gatti sorridente tra il presidente della Regione Marco Marsilio e il deputato Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione del partito, è stato ripreso addirittura dal Tg1 nel servizio dedicato all’iniziativa, e lo stesso ex assessore comunale e regionale ha postato su Facebook diverse fotografie della mattinata pescarese. Quest’ultimo particolare, cioè l’esposizione volontaria del diretto interessato, fa pensare che i rumors sull’avvicinamento di Gatti a FdI per una candidatura alle regionali del 2024 siano ben al di là dell’ipotesi probabile. Ovvero: se la cosa non è già decisa, poco ci manca.
Gatti, contattato dal Centro, si limita a poche e scarne dichiarazioni che però, a ben vedere, suonano come una conferma. «Marsilio mi ha chiesto di andare a Pescara e sono andato con piacere. Se c’è dietro una mia candidatura in Regione? Con Marsilio stiamo parlando, se giungeremo alla conclusione ci sarà una conferenza stampa. Con la politica nazionale di Fratelli d’Italia mi ritrovo in grandissima parte, lo stesso sulla politica regionale ma c’era un unico punto di perplessità, e cioè la collocazione a Piano d’Accio del nuovo ospedale di Teramo: io e il mio gruppo siamo come noto contrari al suo spostamento dal sito attuale. Su questo però il confronto è ben avviato, di più non posso dire». Sembra di capire che un’elezione in Regione di Gatti con annessa riconferma di Marsilio spingerebbe quest’ultimo a rivedere il progetto del nuovo Mazzini.
Gatti si era candidato già una volta con Fratelli d’Italia, alle politiche del 2013: prese 28mila voti ma non entrò in Parlamento sia per la sconfitta della coalizione con a capo Berlusconi sia perché erano finiti i seggi in Abruzzo, già attribuiti ai partiti maggiori.
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