Gattopardo, i legali: resta aperto grazie al blocco degli sfratti

8 Agosto 2021

Dicono i rappresentanti dei gestori: «I proprietari della villa non possono cambiare destinazione d’uso fino a fine anno» 

ALBA ADRIATICA. La discoteca Il Gattopardo di Alba Adriatica resta aperta (per ora) grazie al blocco degli sfratti legato all’emergenza Covid. Questo, nonostante i proprietari della villa storica che ospita il locale abbiano chiesto al Comune la modifica della destinazione d’uso dell’edificio di pregio e del suo parco da “attività commerciale” a “magazzino”, che in condizioni normali sarebbe immediatamente esecutiva.
Tra i proprietari di Villa Chiarugi “La Favorita” e i gestori del Gattopardo è in corso un contenzioso per sfratto per morosità. Ma, secondo i legali rappresentanti del Gattopardo Fabrizio Antenucci e Antonio Di Gaspare, «i titolari della gestione sono autorizzati a permanere nei locali, e quindi a esercitare la connessa attività commerciale, quantomeno fino alla data del 31 dicembre 2021». Cioè la scadenza del blocco degli sfratti sancita nel decreto Sostegni del Governo Draghi che ha prorogato ulteriormente la misura voluta dal Governo Conte per far fronte alle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. «Ogni eventuale richiesta di cambio di destinazione da parte della proprietà dominicale non può che avere nessuna efficacia fino al giorno in cui la stessa non ne riacquisisca il possesso nei modi e nei tempi previsti dalla Legge», aggiungono Antenucci e Di Gaspare. In altre parole: il Comune non può prendere in considerazione richieste di modifica di destinazione d’uso della villa da parte dei proprietari fino al 31 dicembre.
A far scoppiare pubblicamente il caso è stato il gruppo di opposizione consiliare Città Viva, che ha accusato l’amministrazione del sindaco Antonietta Casciotti di non intervenire per far chiudere la discoteca, mentre i gestori del locale continuavano a organizzare e pubblicizzare eventi. Anche il proprietario Marcus Chiarugi, confermando la vicenda, ha attaccato il Comune e le istituzioni interessate.
Aggiungono però i legali dei gestori del Gattopardo: «La vicenda, per come emersa e sviluppatasi nei suoi particolari, anche di natura documentale e contrattuale, fornisce gli estremi per una cospicua richiesta di risarcimento danni, tuttora in corso di valutazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA