Gavioli non molla: si rivolge al Tar per acquisire gli atti

L’imprenditore impugna il no del Comune alla sua richiesta Citati in giudizio i proprietari degli edifici sul lungomare
GIULIANOVA. L’imprenditore Dino Gavioli non molla e chiama in giudizio, di fronte al Tar, tutti i proprietari di immobili sul lungomare monumentale Zara che si sono opposti alla sua richiesta di accesso agli atti risalente al 2 dicembre scorso. L’acquisizione delle carte, secondo lui, è infatti «funzionale all’esercizio del diritto di difesa» in riferimento al procedimento penale, che lo vede coinvolto quale imputato dinanzi alla Corte d’appello di Perugia a seguito di una sentenza della Cassazione, depositata il 9 settembre 2021.
Gli atti in questione servirebbero a dimostrare la insussistenza dei presupposti della eventuale confisca dell’edificio da lui realizzato sul lungomare Zara, tenendo conto dell’effettivo regime autorizzatorio applicato dal Comune a situazioni analoghe alla sua e ricavabile dai titoli abitativi degli immobili a cui si riferisce la richiesta. La dirigente dell’ufficio urbanistico dell’ente ha comunicato a Gavioli che l’istanza non può essere accolta in quanto «priva dei requisiti normativamente richiesti», mancando la prova della legittimazione e «non essendo rinvenibile la sussistenza dell’interesse diretto, concreto e attuale» da parte dell’imprenditore. A corredo del diniego l’amministrazione comunale ha ricordato che «non sono ammissibili istanze di accesso preordinate a un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni» e che l’iniziativa di Gavioli avrebbe un’esclusiva finalità esplorativa. Nel frattempo anche i proprietari degli immobili in questione hanno espresso parere negativo al rilascio della documentazione. Gavioli, che ha assoluta necessità di dimostrare di aver costruito a distanza corretta come già fatto da altri, dunque non si arrende. Così ha impugnato davanti al Tar il provvedimento del Comune, estendendo il ricorso anche ai proprietari degli immobili oggetto della richiesta di accesso agli atti.
Così si apre un ulteriore capitolo di una storia infinita che va avanti ormai da anni senza soluzione di continuità. Una vicenda sfociata in un braccio di ferro che ha già comportato a carico degli interessati spese di diversa natura, in particolare legali, e sulla quale restano ancora aperti diversi procedimenti.
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