Gemellaggio con l’America nel segno delle bocce

6 Settembre 2014

GIULIANOVA. La squadra di bocce di Giulianova, capitanata dal presidente Antonio Maiorani, sbarca in America, per la precisione a Chicago dove disputerà un torneo con la Federazione bocciofila degli...

GIULIANOVA. La squadra di bocce di Giulianova, capitanata dal presidente Antonio Maiorani, sbarca in America, per la precisione a Chicago dove disputerà un torneo con la Federazione bocciofila degli Stati Uniti d’America presieduta da Danny Passaglia, ospite del circolo giuliese la scorsa estate. Il sindaco Francesco Mastromauro, nel dare l’in bocca al lupo al team giuliese, auspica anche un ritorno economico e commerciale dal gemellaggio con gli States. La squadra giuliese, composta da 13 persone, partirà stamattina da Fiumicino e approderà a Chigaco dove sarà ricevuta da Passaglia. Lo scorso agosto, Passaglia, di origini toscane, era stato ospitato a Giulianova dal presidente Maiorani e da Gianluca Fomicone, sette volte campione del mondo di bocce. Nell’occasione, alla presenza del sindaco Francesco Mastromauro, dopo una cena in compagnia e, ovviamente, una partita di bocce, erano state poste le premesse per la partita di ritorno negli Usa. Antonio Maiorani, oltre alle lettere di saluto del sindaco e del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, consegnerà a Passaglia un libro sulla storia del turismo di Giulianova e altri doni, tra cui un modellino montain bike in oro. «Questo gemellaggio», commenta Mastromauro, «che avvince in un fraterno abbraccio la Federazione Usa con il circolo bocciofilo giuliese e che auspico possa avere riverberi positivi sotto molteplici profili, non escludendo quelli di carattere economico e commerciale, ristabilisce il legame tra la nostra città e gli States, terra che accolse e continua ad accogliere tanti nostri concittadini». Il sindaco ricorda i 2300 giuliesi emigrati in America tra il 1900 e il 1924 come Antonio Candelori, direttore d’orchestra e della programmazione musicale della Wfil di Philadelpihia, Clodomiro Caravelli, musicista e docente alla “Lehigh school of music” di Philadelphia, il baritono e tenore Camillo De Lucia, Giovanni Torquati, musicista nell’orchestra del Teatro Metropolitan di New York, Domenicantonio Coticchia, scultore e pittore, Giuseppe Ettorre, artista e commediografo, e Salvatore Francesco Cavalli che divenne famossissimo negli States grazie all’invenzione del vehicle talking horn. «Non dimentichiamo», conclude Mastromauro, «i giornalisti Lino Manocchia e Domenico Serafini».(m.t.)

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