Gemellaggio della legalità tra scuole di tre comuni

25 Maggio 2024

Gli alunni di Alba, Martinsicuro e Tortoreto sfilano sul lungomare con i sindaci Piantato un albero dedicato al musicista Giogiò Cutolo alla presenza della madre

TORTORETO. Un gemellaggio in nome della legalità tra Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro e le rispettive scuole con il simbolo della pianta del maggiociondolo dedicata al 24enne musicista Giambattista Cutolo detto Giogiò, assassinato per futili motivi da un minorenne a Napoli. L’iniziativa promossa dal Premio nazionale Borsellino dell’associazione “Società civile” si è svolta ieri mattina a Tortoreto. L’albero è stato piantumato nella rotonda Trieste e 450 passi, da tre punti diversi, sono stati percorsi dai tre sindaci – Domenico Piccioni di Tortoreto, Antonietta Casciotti di Alba Adriatica e Massimo Vagnoni di Martinsicuro – insieme alle proprie amministrazioni e agli studenti delle tre città, che hanno portato palloncini con i nomi delle vittime delle stragi di mafia per evidenziare l’importanza della legalità nel ricordo di Giogiò e il giorno dopo l’anniversario della strage di Capaci, dove persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e la loro scorta. La scelta del maggiociondolo non è casuale: con il suo legno vengono realizzati gli strumenti a fiato e Giogiò suonava il corno nell’Orchestra Scarlatti Young.
A rendere ancora più significativo il messaggio la presenza di tre testimoni di legalità: Daniela Di Maggio, la mamma di Giogiò, il testimone di giustizia Luigi Leonardi e l’ispettore della polizia di Stato, già scorta di Falcone, Dario Falvo. Erano presenti il questore di Teramo Carmine Soriente, il comandante provinciale dei carabinieri Pasquale Saccone, l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis, le dirigenti scolastiche delle città coinvolte e altre istituzioni e autorità. La mamma di Giogiò Di Maggio ha speso parole profonde per gli studenti dando loro tanta speranza per il futuro e suggerendo di «inseguire nella vita la solidarietà e la legalità portando in tasca la bellezza di mio figlio», come ha detto con gli occhi commossi. Falvo ha raccontato come ha scelto volontariamente di entrare nel nucleo scorta e proteggere altre persone pur mettendo a rischio la propria vita. Ha confidato anche di essere stato onorato di essere stato a fianco del giudice Falcone nell’attentato scampato all’Addaura. Leonardi ha posto una riflessione sugli eroi della quotidianità che «non accettano il puzzo del compromesso e ricercano il profumo fresco della libertà».
«È stata una mattina ricca di emozioni forti», ha commentato la portavoce del Premio Borsellino Francesca Martinelli, «il premio ha voluto rendere onore a questo ragazzo speciale, Giogiò. Altre due piante verranno piantumate anche a Martinsicuro e Alba Adriatica e speriamo che tutti i Comuni d’Italia aderiscano a questa iniziativa facendo splendere nei propri parchi i maggiociondoli». E ieri pomeriggio l’aula musica dell’Istituto comprensivo di Pineto è stata intitolata al musicista, sempre alla presenza della madre e su iniziativa del Premio Borsellino.
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