Genitori in rivolta per i bimbi spostati in un’altra materna

12 Agosto 2017

Silvi, una ventina di alunni dell’ultima classe del “Da Vinci” devono andare al “Girotondo”: possibile ricorso al sorteggio

SILVI. Mamme in rivolta a Silvi. C’è parecchio malumore perchè si prospetta uno spostamento “coatto” di 15-20 bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia dal “Da Vinci ” a “Il Girotondo” dell’istituto comprensivo diretto da Mariastella Fortunato.
La dirigenza, in una riunione con i genitori, ha spiegato che visto che si sono iscritti parecchi bimbi di tre anni alla scuola dell’infanzia “Da Vinci”, bisogna creare spazio spostando un gruppo di “grandi” all’altro istituto. In sostanza, se non si trovano dei volontari – come pare che sia – lo spettro è che si proceda a un sorteggio. Un’eventualità vista con estremo disappunto dai genitori, soprattutto per i bambini, che verrebbero strappati a forza dalla propria classe, dall’ambiente a cui sono abituati. «Non ritengo giusto che i bambini vengano trattati come numeri, sono già due anni i nostri figli che cambiano maestre», commenta Gloria Mariani, a nome di un gruppo di genitori, «ora ci chiedono non solo di cambiare maestre, ma anche compagni di classe e stabile. I bambini hanno bisogno di una certa continuità, molti non vanno a scuola volentieri, proprio perché manca quella figura materna che è la maestra, ad accoglierli ogni anno. Poi non riteniamo giusto procedere ad un' estrazione, che secondo loro seguirà i criteri di territorialità, in quanto molti genitori, seppur domiciliati nei pressi dello stabile, hanno impegni lavorativi che non permetterebbero di prendere i propri figli in modo agevole. L'istituto comprensivo di Silvi ha commesso un errore di organizzazione, e non saremo noi a risolvere in questo modo i loro sbagli».
Peraltro i genitori sono stati informati che da quest'anno ci saranno classi miste, cioè con bambini di 3, 4 e 5 anni insieme. «Chiediamo che se davvero vogliono procedere con un'estrazione, che si faccia in modo pubblico e in presenza del commissario prefettizio», incalza Mariani. In effetti si sta anche pensando a organizzarsi fra varie famiglie e fare un asilo a casa, rinunciando all’iscrizione alla materna: «E’ un modo intelligente che al nord sta andando molto. Le mamme in base ai propri turni di lavoro si rendono disponibili ad accogliere 5 o 6 bambini».
Un altro motivo di malcontento è la mancata settimana corta alle elementari. «Sono già due anni che ci prendono in giro dicendo che si farà. Ma prima una scusa poi l'altra (l'anno scorso non hanno avuto tempo sufficiente per organizzarla, quest'anno hanno invece detto che il commissario prefettizio non era d'accordo) e Silvi è uno dei pochi paesi che non riesce ad attuarla. Eppure anche in paesini come Casoli ci riescono», aggiunge la mamma. (a.f.)
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