Genitori in visita alle scuole Restano timori sul rientro di oggi

Dirigenti degli istituti superiori e tecnici della Provincia guidano il giro nelle strutture risistemate Ancora chiuso per lavori solo l’Agrario “Rozzi” dove la ripresa delle lezioni è prevista per mercoledì
TERAMO. Più tranquilli ma non del tutto sicuri «perché la certezza di questi tempi non te la può dare nessuno». I genitori che hanno accettato l’invito della Provincia per “Scuole aperte” reagiscono allo stesso modo. Ascoltano le spiegazioni dei tecnici dell’ente e dei presidi volgendo lo sguardo intorno a loro come per saggiare la resistenza dei muri su cui sono state appena sanate le ferite del terremoto e dei puntelli che sorreggono i soffitti più danneggiati. «Non siamo tecnici», è la frase più ricorrente, «ma almeno possiamo vedere di persona le strutture che da domani (oggi ndr) ospiteranno di nuovo i nostri figli». Si riparte, dopo due settimane di vacanze forzate, ma non al “Rozzi” dove le lezioni riprenderanno mercoledì per il completamento dei lavori e ieri dunque sono entrati solo gli operai dell’impresa appaltatrice.
Al “Pascal” la visita di gruppo dei genitori è guidata dal dirigente Achille Volpini che accompagna mamme e papà con qualche studente al seguito nel giro tra le aule. «Sembra tutto a posto, data la situazione, ma sarebbero necessari controlli più accurati per avere maggiori garanzie», affermano Sestino Di Giovanni e Lucia Di Patrizio, «il fatto che non ci siano lesioni evidenti sulle strutture in cemento ci rassicura: sarebbe importante, però, preparare i ragazzi a un’eventuale evacuazione». Qualche perplessità resta anche in Roberta Di Giacinto. «Gli spazi sono molto ridotti, ma pensavo peggio», sottolinea, «d’altra parte bisogna ripartire anche perché se gli studenti continuano a restare a casa, perderanno l’anno». E’ Gabriele Cicconi uno dei docenti che accompagna i genitori lungo i corridoi del “Forti”. «Sono abbastanza rassicurati», spiega, «l’iniziativa sta avendo riscontri positivi, c’è una buona partecipazione». Chi ha appena concluso la visita, come Giacomo Maziani, conferma le sensazioni positive dell’insegnante. «Per fortuna questo edificio sembra più adatto di altri a livello strutturale», osserva, «si vede che alcune aule sono state riaperte dopo un lungo periodo di inutilizzo, ma in questa situazione non ci si può aspettare di più».
Carmen Cicconi si affida comunque al fatalismo. «Speriamo che vada tutto bene», commenta, «almeno però questa iniziativa dà importanza anche a noi genitori». Dello stesso avviso è Roberto Di Battista appena uscito dal liceo scientifico insieme al figlio. «L’apertura delle scuole alle visite è utile», fa notare, «i genitori vengono rassicurati al di là delle problematiche che restano». La dirigente dell’istituto Chiara Moschella sottolinea la buona partecipazione all’iniziativa. «Sono venuti in tanti», spiega, «e hanno potuto verificare che la struttura ha retto e consultare le schede stilate dai tecnici della Protezione civile».
In alcune aule del liceo classico da oggi saranno ospitati gli alunni della scuola elementare del Convitto trasferiti per precauzione dal seminterrato dello stesso edificio. «A me sembrano spazi sicuri», rileva Berardo Reginaldi, «anche se manca la garanzia totale che, tra l’altro, non può esserci da nessuna parte: neppure a casa nostra». Guarda le pareti delle stanze con le porte spalancate anche Gabriele Di Nicola. «Non ci sono danni rilevanti», spiega, «possiamo stare tranquilli per quanto ci si riesce in questo periodo». Lo spostamento delle elementari costringerà al trasloco anche alcune sezioni del classico. «Non ho ancora trovato quella di mia figlia», ammette Enrico Gambini, «ma l’iniziativa è comunque utile a stemperare l’eccesisva tensione tra i genitori». Gianni Patella fa notare, però, che «le vie di fuga sono intralciate da materiale vario, potevano tenerle libere». Per Alessandra Cipolloni e Antonio Di Felice «l’osservazione della struttura da parte nostra ha valenza relativa, ma il confronto è importante: siamo rassicurati». Al “Delfico”, su cui si è concentrato l’allarmismo, ieri mattina c’era anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino in un’affollata assemblea con i genitori che oggi manifesteranno ai Tigli. «Capisco che l’età dell'edificio accentua le preoccupazioni», ha spiegato, «ma la struttura ha la stessa classificazione di tutte le altre scuole e certo non posso chiudere un istituto dichiarato agibile».
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