Gestione dell’acqua pubblica: Di Bonaventura convoca i sindaci

TERAMO. Al via il percorso amministrativo per la scelta del nuovo gestore del servizio idrico nel Teramano. Il primo passo sarà compiuto giovedì prossimo con la seduta dell’Assi, l’assemblea dei...
TERAMO. Al via il percorso amministrativo per la scelta del nuovo gestore del servizio idrico nel Teramano. Il primo passo sarà compiuto giovedì prossimo con la seduta dell’Assi, l’assemblea dei sindaci cui spetta il potere d’indirizzo circa la procedura da adottare.
La riunione è stata convocata dal presidente Diego Di Bonaventura per le 10 nella sala polifunzionale di via Comi e avrà all’ordine del giorno: «Determinazioni in merito alla gestione del servizio idrico integrato nell’Ato teramano». Si tratta di un passaggio sollecitato dall’Ersi, l’ente regionale per il servizio idrico guidato da Nunzio Merolli, in vista della scadenza dell’affidamento a Ruzzo Reti, la società che attualmente gestisce la rete acquedottistica sul territorio teramano. In ballo c’è una decisione cruciale sul futuro dell’acqua pubblica.
«L’Ersi ci chiede di avviare un confronto sul percorso per il “nuovo affidamento del servizio nelle forme di legge”, così come ci scrive nella nota pervenuta», spiega il presidente, «sottolineando che l’affidamento in house alla Ruzzo Reti scade il 25 giugno del 2023 e che il percorso per l’individuazione del nuovo gestore deve essere avviato diciotto mesi prima».
Di Bonaventura fa riferimento proprio alle prospettive legate alla gestione della risorsa idrica nel Teramano. «Siamo pronti a discutere di tutto, come del resto previsto dalla legge», sottolinea il presidente, «ma una cosa è certa: la Provincia di Teramo, che già oltre vent’anni fa alzò le barricate per difendere la sua acqua e la qualità pubblica della società teramana, è pronta a sostenere nuove battaglie se queste si rendessero necessarie».C’è un altro punto su cui Di Bonaventura manifesta esplicita contrarietà. «Non vorrei si tornasse a vecchie pretese come quella della costituzione di un unico gestore regionale», tiene a precisare riferendosi al piano di accentramento del servizio, «la parola passa ai sindaci che non dubito sapranno valutare la complessità degli interessi territoriali in gioco». (g.d.m.)

