Gestione mercato ittico: entra anche l’Ente porto

GIULIANOVA. Si è svolta ieri, come da convocazione, l’assemblea consortile dell’Ente porto di Giulianova. All’ordine del giorno l’illustrazione, discussione e approvazione del bilancio di previsione...
GIULIANOVA. Si è svolta ieri, come da convocazione, l’assemblea consortile dell’Ente porto di Giulianova. All’ordine del giorno l’illustrazione, discussione e approvazione del bilancio di previsione 2023. All’interno del quale è ricompreso anche il via libera, da parte degli associati, alla partecipazione dell’Ente porto nell’appena costituito consorzio di gestione del mercato ittico giuliese. E l’assemblea, all’unanimità, ha dato il via libera all’ingresso dell’Ente Porto all’interno del consorzio, oltre all’approvazione del documento di programmazione contabile.
Approvata la delibera, dunque, l’Ente porto dovrà procedere con il versamento della quota di partecipazione al consorzio stesso in qualità di socio e sottoscrivere per adesione il relativo atto costitutivo e lo statuto già perfezionati dagli altri aderenti. Praticamente il progetto può dirsi perfezionato ed è un altro passo in avanti verso il piano di risanamento della Giulianova Patrimonio che aveva, tra le varie incombenze, anche il funzionamento del mercato ittico comunale. Un ulteriore obiettivo centrato che fa il paio con la vendita al Comune, da parte della stessa municipalizzata, di piazza Dalla Chiesa per circa 1,2 milioni di euro.
L’assessore alle partecipate Paolo Giorgini, presente ieri all’assemblea dell’Ente porto in rappresentanza del Comune si dice soddisfatto. «L’operazione di inserimento dell’Ente porto all’interno del consorzio di gestione del mercato ittico è stato lungo, difficile e difficoltoso, ma alla fine siamo riusciti nell’impresa», tiene a evidenziare l’amministratore, «per gli armatori e commercianti la presenza dell’Ente porto all’interno dell’organismo è sinonimo di garanzia e di tranquillità. Il nuovo soggetto è già stato avviato con presupposti favorevoli e con buoni risultati. D’ora in avanti non c’è altro da fare se non migliorare l’assetto sociale e organizzativo, potendo contare su uno scalo peschereccio di prim’ordine».
Alfonso Aloisi

