Getta olio bollente sul compagno di cella

1 Giugno 2024

L’autore del gesto è un italiano a Castrogno da pochi giorni, la vittima un giovane nigeriano: ha una mano ustionata

TERAMO. Ennesimo episodio di violenza, ieri notte, nel carcere teramano di Castrogno. A denunciarlo è il sindacato di polizia penitenziaria Osapp in una nota firmata dal segretario regionale Nicola Di Felice. «Stanotte», si legge, «alla casa circondariale di Teramo si è vissuta l'ennesima nottata in emergenza; infatti, con il personale già impiegato in un piantonamento, si è dovuti intervenire per gestire una situazione eccezionale causata dalle intemperanze di un detenuto contro un altro detenuto. Infatti un detenuto arrivato da pochi giorni a Teramo perché in altro istituto aveva creato situazione di pericolo ha colpito il suo compagno di cella con olio bollente. Per gestire la situazione il personale che normalmente dovrebbe fare un turno di sei ore e che eccezionalmente ne fa otto ha svolto un turno dalle 16 alle quattro e trenta di mattina».
L’Osapp allarga poi la propria analisi alla situazione generale di Castrogno: «Il personale è allo stremo. Poche unità devono continuare a gestire 400 detenuti, molti dei quali hanno diagnosi psichiatrica. Insomma una situazione sull'orlo del precipizio. La segreteria regionale Osapp nella giornata di oggi (ieri, ndr) ha scritto l'ennesima missiva al superiore Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria per cercare di trovare una soluzione che dia un respiro al personale impiegato. Nel frattempo da pochi giorni è attiva una nuova circolare che limita il pagamento dello straordinario entro un budget di ore mensili per la ricerca di una sostenibilità economica. Ma mi chiedo: se il personale è poco, i detenuti sempre di più, come si può anche tagliare lo straordinario che serve al comandante per coprire i buchi di personale? Quando avremo le assunzioni sbandierate da qualche politico nazionale? Quando avremo finalmente un presidio medico specialistico e infermieristico all'altezza dei numeri dei detenuti all'interno dell'istituto teramano?».
Sull’ultimo episodio e sulla situazione di Castrogno interviene anche Giuseppe Pallini, segretario del sindacato Sappe: «Fatti come quello di stanotte (ieri notte, ndr) sono quasi quotidiani, accade spesso che ci siano detenuti che non vogliono stare qui a Teramo e fanno di tutto per farsi voler male dagli altri reclusi e dal personale pur di farsi trasferire. Nel caso in questione il detenuto che ha tirato l’olio bollente è un italiano arrivato pochi giorni fa da Rebibbia e che non gradisce stare a Castrogno. Il compagno di cella è un ragazzo nigeriano molto tranquillo, per fortuna è rimasto ustionato non gravemente a una mano. Di sicuro la situazione è esplosiva, anche perché siamo pieni: nella sezione comuni non c’è più un letto libero, se continua così dovremo attivare la terza branda in ogni cella».(d.v.)
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