Ghiacciaio sparito, i rettori: simbolo dei danni climatici

15 Settembre 2021

Scalata sul Gran Sasso con ricercatori e alpinisti da tutta Italia per l’appello: «Bisogna fermare la catastrofe, proteggere le biodiversità e frenare i consumi»

PIETRACAMELA. Ormai declassato in “glacionevato” per il suo continuo assotiggliamento, l’ex ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso è il simbolo dei cambiamenti e dei danni climatici. Lo hanno ricordato ieri mattina i rettori delle università italiane e abruzzesi che lo hanno raggiunto a piedi insieme ad alpinisti, ricercatori e autorità del settore per lanciare il loro appello «per il contrasto alla crisi climatica, la crisi ecologica e la perdita di biodiversità, con particolare riferimento ai rischi climatici dell’Europa meridionale». L’ambito era quello della terza edizione dell’iniziativa Climbing for Climate, questa volta proprio sul Gran Sasso. A organizzarlo l’Università di Brescia e il Club Alpino Italiano, con gli atenei abruzzesi (Gran Sasso Science Institute, Università dell’Aquila, Università di Teramo, Università “D’Annunzio” di Chieti - Pescara), con i patrocini di ministero della Transizione ecologica, Conferenza dei rettori delle università italiane, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Sdsn Italia, Comitato glaciologico Italiano, Universitas Montium, RUniPace (Rete università per la Pace). Il loro appello: «È necessario che il nostro Paese imprima un’accelerazione agli sforzi concreti per salvare e proteggere il Pianeta e i suoi ecosistemi, a partire dai territori. In considerazione di ciò si propone di rivolgere alle istituzioni regionali e nazionali l’appello ad adoperarsi affinché il patrimonio territoriale venga preservato e arricchito, attraverso il controllo delle sue dotazioni finite e il riequilibrio dei flussi di risorse rinnovabili». Quindi gli interventi specifici richiesti: «Individuare analiticamente i rischi per la preservazione del patrimonio territoriale e le opportunità e i benefici della sua tutela e valorizzazione; adottare misure come la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi e l’applicazione della tassazione delle emissioni, in settori chiave come industria, trasporti, turismo, energia, edifici, agricoltura, acque e suolo; individuare e implementare rapidamente misure incentivanti concrete e strumenti finanziari innovativi per la protezione, rigenerazione e valorizzazione dell’ecosistema e dei suoi servizi, in chiave sostenibile; mobilitare investimenti, sostenere cultura, ricerca, tecnologia e innovazione per la conservazione e valorizzazione del patrimonio locale».
«Un ghiacciaio è una memoria, un serbatoio di dati da scandagliare ed esplorare», ha detto il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse, «il Calderone, il ghiacciaio più a sud d’Europa, si sta sciogliendo rapidamente, come ogni ghiacciaio al mondo, e questa trasformazione ha un responsabile: il nostro stile di vita. Le ingenti energie e risorse spese in uno sviluppo industriale e commerciale disorganico e spesso irrazionale lasciano scarti che l'ambiente non riesce ad assorbire e smaltire, con ciò determinando mutamenti tanto rapidi e profondi da segnare in maniera irreversibile l’equilibrio ambientale. Seppure i nostri sforzi per mitigare i cambiamenti climatici non basteranno a salvare il Calderone, speriamo che servano per costruire una società più sostenibile e consapevole».
«Sono orgoglioso dell’impegno attivo del mio ateneo», ha detto invece il rettore dell’Università di Teramo Dino Mastrocola, continuando: «Il tema dei cambiamenti climatici, dell’uso sostenibile della risorsa acqua, della sostenibilità della pratica turistica, fanno parte del Dna dell’Università. La sostenibilità deve tradursi in azioni concrete: per questo abbiamo attivato un “Pacchetto sostenibilità” che comprende 5 corsi di laurea».
«La tutela e la valorizzazione delle bellezze del nostro splendido patrimonio naturale e paesaggistico necessitano, anche attraverso la resilienza ai cambiamenti climatici, di azioni globali e locali in cui l’università ha un ruolo centrale mediante la ricerca, le attività della Rus, terza missione e la didattica per formare nuove professionalità e sensibilità», ha aggiunto il rettore dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara Sergio Caputi.
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