Giallo della pittrice La Procura sente gli amici della donna

19 Novembre 2017

GIULIANOVA. Si muove tra sequestri e testimonianze l’indagine sulla morte di Renata Rapposelli, la pittrice teatina di 64 anni scomparsa il 9 ottobre e trovata qualche giorno fa in una scarpata di...

GIULIANOVA. Si muove tra sequestri e testimonianze l’indagine sulla morte di Renata Rapposelli, la pittrice teatina di 64 anni scomparsa il 9 ottobre e trovata qualche giorno fa in una scarpata di Tolentino. Dopo un primo sopralluogo nell’abitazione anconetana della donna da parte del Ris, un altro ne è previsto per domani. E sempre nella città dorica gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di quanti avevano conosciuto la donna che ormai da anni aveva lasciato Giulianova.
Ma è nella cittadina costiera teramana che si concentrano le indagini della Procura di Ancona (titolare delle indagini perchè la denuncia di scomparsa è stata presentata in quella città) che ha indagato l’ex marito Giuseppe Santoleri e il figlio Simone per omicidio e occultamento di cadavere. L’ultima traccia della pittrice è quella lasciata il 9 ottobre proprio a Giulianova dove una cella telefonica ha agganciato per l’ultima volta il suo cellulare risultato da quel momento irragiungibile. I due uomini hanno sempre respinto ogni accusa sostenendo che quel giorno di oltre un mese fa Giuseppe intorno alle 14 avrebbe riaccompagnato in macchina fino a Loreto la ex moglie lasciandola vicino al santuario. Ma la testimonianza di una farmacista di Tortoreto sostiene che intorno alle 17 di quel 9 ottobre la pittrice è entrata nel suo locale in stato confusionale, chiedendo un tranquillante e mostrando la sua tessera sanitaria.
La donna ha sostenuto di aver letto il suo nome sulla tessera e di averne chiesto conferma alla stessa acquirente, per essere sicura che fosse lei la titolare. Questo aspetto, confermato da fonti investigative, è uno dei punti fermi dell'indagine, che riposiziona la vittima nella zona vicina all'abitazione giuliese dei suoi familiari e apre un'altra falla nella ricostruzione di coniuge e figlio del viaggio di ritorno della donna verso Ancona a bordo della Fiat 600 condotta da Giuseppe Santoleri. Una ricostruzione che già è stata modificata nei fatti dal ritrovamento del cadavere in una zona di Tolentino, lontana da Loreto. (d.p.)
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