Giallo di Silvi, il pm scagiona l’unico sospettato

16 Dicembre 2014

Chiusa l’inchiesta sulla morte del giovane trovato nella sua automobile: fu un suicidio

SILVI. Era indagato nell’ambito dell’inchiesta aperta per fare chiarezza sul suicidio di Franco Morelli, il 21enne di Silvi che a febbraio si è ucciso con un colpo di pistola in auto. Ma la posizione dell’unico indagato, un familiare della donna con cui il giovane aveva avuto una relazione sentimentale, è stata archiviata dal gip dopo la richiesta presentata dal pm Laura Colica.

L’uomo, assistito dall’avvocato Ernesto Picciuto, era finito nel registro degli indagati per un atto dovuto visto che lo stesso era stato sottoposto all’esame dello stub, il vecchio guanto di paraffina fatto per stabilire la presenza di polvere da sparo sulle mani e quindi stabilire se quella persona potesse aver sparato. Prima di essere sottoposto al test l’uomo è stato iscritto nel fascicolo degli indagati: un atto dovuto visto che lo stub è un esame irripetibile. Perchè, era stata una delle prime ipotesi, la persona avrebbe potuto agire per vendetta visto che suo fratello, che è il marito della donna con cui la vittima aveva avuto una relazione, all’epoca dei fatti era in carcere. Così l’avvocato Picciuto aveva dichiarato al momento dell’iscrizione: «Il mio cliente non ha nulla da temere, è assolutamente tranquillo. Qualora la procura non avesse richiesto l’esame dello Stub, l’avremmo chiesto direttamente noi. Aspettiamo fiduciosi il termine delle indagini». I risultati dell'autopsia hanno confermato l'ipotesi fatta sin da subito dagli investigatori: quella del suicidio del giovane, forse scatenato dalla fine di una relazione sentimentale con una donna. Il proiettile, rinvenuto nella teca cranica e compatibile con il calibro 7,65 della pistola trovata accanto al giovane nella sua Lancia Y in sosta, ha percorso una traiettoria che ha confermato il suicidio. (d.p.)

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