«Gianluigi era il cuore della nostra sagra»

Gli amici dell’associazione Campovalano Viva ricordano l’impegno del giovane e della sua famiglia
TERAMO. «Lui c’era sempre, insieme alla mamma e al fratello. Era il cuore della nostra sagra»: le parole si bagnano di lacrime quando i giovani dell’associazione Campovalano Viva ricordano il 26enne Gianluigi Ragni, morto folgorato su un traliccio della media tensione.
Il ragazzo, che aveva frequentato l’istituto alberghiero, era una delle presenze più assidue nell’organizzazione della sagra del tartufo che si svolge ogni anno nella frazione della cittadina farnese. «Lui c’era sempre», raccontano, «scherzando lo chiamavano il ragazzo del “reale” perchè era addetto a impiattare l’arrosto di vitello e tutti i piatti con questa portata passavano da lui. Era una persona sempre con il sorriso, sempre pronto a dare una mano agli altri, sempre disponibile. Una famiglia la sua molto unita dopo la tragedia del padre morto in un incidente stradale quando Gianluigi era bambino». Il fratello Gianmarco è molto conosciuto e benvoluto a Teramo, dove gestisce il bar Calypso in piazza Martiri della Libertà.
Della nuova tragedia sul lavoro ieri pomeriggio si è parlato nel consiglio comunale di Teramo. Una seduta straordinaria dedicata alla sicurezza sul lavoro: è l'impegno che ieri ha preso il consiglio, riunitosi per il question time. Prima di entrare nel vivo del dibattito, i consiglieri di maggioranza e opposizione Andrea Core e Caterina Provvisiero hanno voluto ricordare la tragica morte del giovane operaio di Campli. Sebbene il tema del lavoro e della sicurezza non sia di stretta competenza comunale, i consiglieri hanno chiesto di trovare un modo affinché anche l'amministrazione faccia la sua parte. Il susseguirsi di morti bianche in provincia di Teramo, hanno sottolineato Core e Provvisiero, impone impegno e riflessioni da parte di tutti. Il presidente del consiglio Alberto Melarangelo ha così proposto una seduta dedicata su cui a breve si inizierà a lavorare. Ieri, intanto, l'aula ha osservato un minuto di silenzio in segno di lutto per l'ennesima vita spezzata sul posto di lavoro.
Sul caso è intervenuta anche la consigliera di parità della Provincia e supplente della Regione Abruzzo Monica Brandiferri: «La scomparsa del giovane operaio di Campli non può essere definita una fatalità in quanto i ripetuti eventi luttuosi registrati dimostrano l’esistenza di un problema persistente che va affrontato e risolto con l’impegno concreto e fattivo delle istituzioni e degli organismi che si occupano di sicurezza sul lavoro». Sul tema delle morti sul lavoro la Casa del Popolo ha organizzato per oggi alle 18.30 un’assemblea. «È una strage senza fine che conta ogni anno oltre 1.000 morti», si legge in una nota, «una strage che non può e non deve lasciarci indifferenti».(d.p.-v.m.)
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