«Giardino del Regina Margherita, in ritardo è il Comune»
TERAMO. Non si spegne il fuoco della polemica sull’Asp1. Dopo le tensioni scatenate dall’elezione di due esponenti di centrodestra nel consiglio di amministrazione dell’azienda che gestisce le case...
TERAMO. Non si spegne il fuoco della polemica sull’Asp1. Dopo le tensioni scatenate dall’elezione di due esponenti di centrodestra nel consiglio di amministrazione dell’azienda che gestisce le case di riposo di Teramo, Civitella e Nereto, c’è anche la questione del giardino dell’ex Regina Margherita. Lo spazio verde della struttura che fa capo all’Asp1 dovrebbe essere affidata al Comune per aprirlo al pubblico. L’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura ha sollecitato la cessione da parte dei nuovi vertici dell’azienda, ma incassa una doppia smentita. Francesco Recinelli, consigliere di amministrazione non rieletto come rappresentante del Comune di Teramo proprio nell’ultima tornata, ricorda che l’Asp1 ha già fatto quanto di sua competenza. «Il cda uscente ha deliberato lo scorso settembre la disponibilità e la conseguente possibilità di affidamento dello spazio al Comune», sottolinea, «alla data odierna non c’è stata traccia di interessamento, dialogo e attività nel merito da parte dell’assessore». Secondo Recinelli le affermazioni di Di Bonaventura denotano distrazione rispetto all’iniziativa promossa dal consigliere comunale ex Teramo 3.0, poi confluito in Italia Viva, Osvaldo Di Teodoro. «Sarebbe utile che l’assessore renda noti i motivi per i quali il suo e altri assessorati», osserva l’ex membro del cda, «non abbiano attivato tutte le procedure utili per l’affidamento». Una precisazione simile arriva da Teramo 3.0, di cui è esponente Mauro Baiocco, membro dell'assemblea della Asp1 in rappresentanza del Comune di Teramo, sul quale si sono annidati i sospetti della maggioranza di aver favorito l’elezione dei candidati di centrodestra. «Valdo invece di dare fiato alla bocca e far ridere i muri», scrive la lista civica su Facebook, «farebbe bene a strigliare i colleghi di giunta e il sonnacchioso dirigente che ancora non trova il tempo di firmare il contratto». La polemica coinvolge anche la presidente dell’Asp1 Elisabetta Cantore, secondo cui l’azienda è stata lasciata in condizioni economiche disastrose. Per Recinelli, l’ex presidente Elvezio Zunica e l’altro ex componente del cda Erminio Di Pietro si tratta di «dichiarazioni frettolose» in quanto le problematiche rilevate, a cominciare dal debito di sei milioni, derivano da «cause che vengono da lontano», non riferibili alla passata gestione. (g.d.m.)
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