Giardino pericoloso e inagibile i bambini restano nelle aule

Alba Adriatica, l’area verde della scuola materna è chiusa dall’inaugurazione di due anni fa I genitori protestano: «Se il Comune continua a non fa niente, interverremo direttamente noi»
ALBA ADRIATICA. Vietato andare fuori a correre e giocare: il giardino della scuola materna di Alba Adriatica i bambini lo possono vedere solo dalla finestra. Il parco della scuola di via dei Ludi, infatti, è inagibile fin dall’inaugurazione della struttura, avvenuta nel 2012. I genitori dei bambini, però, ora dicono basta. «Se non ci pensa il Comune, ci organizziamo noi a sistemare il giardino: non è possibile che in un asilo i bambini siano costretti a stare in classe anche nelle giornate calde invece di giocare all’aria aperta nell’ampio cortile di una scuola così moderna», dice un gruppo di loro, ricordando anche quanto è stato lungo il tempo che la cittadinanza ha dovuto attendere per vedere completato l’edificio comunale che riunisce tutte le classi della materna prima dislocate in vecchie e fatiscenti scuole del centro città: 14 anni tra l’inizio dell’iter burocratico e la prima campanella di settembre 2012.
Poi due anni di giardino inagibile e ora la questione è tornata a far discutere, quando anche il terzo anno scolastico che si svolge nella nuovissima struttura è partito con la solita indicazione per gli insegnanti che anche la nuova dirigenza dell’istituto comprensivo albense sarebbe stata costretta a ribadire: il giardino è off-limits ai bambini perché pericoloso. Si vedono, infatti, tombini non in sicurezza, pietre che si nascondono nell’erba alta, da dove spuntano anche tanti allacci ancora incompleti elettrici e non solo, ma anche ferri usati nell’edilizia che ancora campeggiano in bella vista nel cortile. Qualche insegnante in passato ha provato a far avvicinare i bambini al verde, ma i rischi per la loro incolumità avrebbero fatto ripensare il personale.
A scuotere i genitori e avviare la loro protesta, nei giorni scorsi, ha pensato la provocazione politica del movimento “Risveglio Albense”, che ha chiesto all’amministrazione guidata dal sindaco Tonia Piccioni: «Nessuno si preoccupa di far intervenire una squadra di operai idonei alla pulizia. Ma non abbiamo un consigliere addetto alla manutenzione? E non abbiamo i detenuti?». “Risveglio albense” si riferisce alla delega al manutentivo del consigliere Marco Tribuiani e al progetto di collaborazione tra Provincia, Comune e casa circondariale di Ascoli Piceno che ha visto i detenuti impegnati in diverse opere per la città, tra cui quella della pulizia e pittura delle facciate delle scuole di via Duca D’Aosta. Ora, se alla protesta non seguiranno i lavori di sistemazione da parte del Comune, i genitori sono pronti a scendere in campo per i loro figli con tagliaerba e olio di gomito. Ma per far aprire loro i cancelli del giardino, ci vorrebbe comunque un permesso del Comune.
Luca Tomassoni
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