Ginoble: «Commissione d’inchiesta ferma»
Roseto, la capogruppo del Pd attacca sull’organismo che deve indagare sulle opere pubbliche
ROSETO. «Che fine ha fatto la commissione d’inchiesta sui lavori pubblici del Comune?». A chiederlo è Teresa Ginoble, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Roseto, la quale fa notare che l’incarico risale al 2012 e che i risultati dell’inchiesta avrebbero dovuto essere resi noti entro l’anno successivo, poi prorogati al giugno del 2014. «Ci sono state ben due proroghe», incalza la Ginoble, «e oggi, a distanza di un anno dall’ultimo rinvio, non c’è ancora traccia del tanto annunciato resoconto. A questo punto ci sorge un dubbio: forse i rappresentanti del centrodestra rosetano si sono accorti che le magagne riscontrate nelle opere pubbliche sono riconducibili a tecnici della propria area?». La commissione è composta esclusivamente da esponenti della maggioranza, in quanto il Pd rinunciò a suo tempo di farne parte. «Questo perché siamo convinti che sia un compito che spetti a dei tecnici, come Alberto Caporaletti e Romano Iannetti (consiglieri di maggioranza in carica, ndr) che ne fanno parte», aggiunge la Ginoble, «ma rimaniamo sorpresi nel constatare come dei professionisti esperti abbiano dimenticato di contestare alle Ferrovie i lavori per la realizzazione dei sottopassi, così come la pavimentazione di via Latini che sprofonda in più punti, facendo in questo modo gli interessi della collettività». Secondo le intenzioni della maggioranza le opere pubbliche realizzate a Roseto negli ultimi 15 anni avrebbero dovuto essere passate sotto la lente d’ingrandimento. L’indagine avrebbe dovuto prendere il via dal 1997 e dopo una prima verifica, si sarebbero prese in considerazione solo le criticità accertate, in modo da ridurre al minimo i tempi, visto che si tratta di un lavoro molto lungo e complesso. Ma fino a oggi non è stata ancora consegnata la relazione conclusiva. Nel mirino dei controllori ci sono le opere più chiacchierate degli ultimi tempi, a partire dai parcheggi realizzati sotto la piazza del Comune, che si allagano dopo ogni acquazzone, così come lo stesso Palazzo di Città, alle prese con infiltrazioni d’acqua, particolarmente abbondanti soprattutto nella sala consiliare. Per non parlare della scala antincendio, praticamente utilizzabile esclusivamente dagli occupanti di un solo piano. Le altre opere che saranno passate al microscopio sono anche tutti i sottopassi ferroviari, anch’essi inutilizzabili quando piove un po’più del normale. Il medesimo problema riguarda la “Casa Rosa” – la struttura riservata ai disabili – costruita al di sotto del piano stradale per agevolare l’accesso delle persone in carrozzella. Ma anche in questo caso alla prima pioggia si allaga tutto. Un capitolo a parte spetta al campo Patrizi e all’annesso parco, dove è già in atto un contenzioso a tre, che coinvolge cioè Comune, ditta costruttrice e società.
Federico Centola
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