Ginoble: serve un ricorso al Tar per far tornare le strade all’Anas

Il parlamentare attacca Upi, Anci e Regione per il pasticcio delle provinciali non riclassificate «Questi enti sono stati distratti e distanti. L’esclusione di Teramo è offensiva e insopportabile»
TERAMO. «Insopportabile, non si può infliggere al nostro territorio un'ulteriore sofferenza». Non usa mezzi termini il deputato rosetano Tommaso Ginoble per definire l'esclusione della Provincia di Teramo dall'intesa tra Regioni e governo che riassegna all'Anas strade destinate a formare la rete viaria d'interesse nazionale. Il parlamentare invoca una reazione a livello istituzionale decisa e compatta. «Provincia, Comuni e altri enti interessati», scandisce, «presentino ricorso al Tar contro questa decisione offensiva». Si tratta di capire se può essere impugnato lo schema concordato nella conferenza unificata che ha stilato l'elenco delle strade da nazionalizzare, escludendo del tutto quelle del Teramo, o se bisognerà attendere la firma del decreto del presidente del consiglio dei ministri che renderà operativa l'intesa. Non c'è altro modo, a detta di Ginoble, per evitare che nessuna delle tante strade malmesse sul territorio teramano torni sotto il controllo dell'Anas. «Il provvedimento non può essere modificato in tempi brevi», spiega, «anche perché il lavoro della conferenza è stato lungo e articolato».
La responsabilità per l'incresciosa esclusione sarebbe da attribuire all'Unione delle province (Upi), all’associazione dei comuni (Anci) e in particolare alla Regione. «Ce l'ho con loro soprattutto», chiarisce il deputato, «sono stati distratti e distanti. Il presidente Di Sabatino ha fatto quello che poteva». È quanto Ginoble evince dalla risposta alla sua interpellanza sulla questione da parte del sottosegretario ai Trasporti e Infrastrutture Uberto Del Basso De Caro. Quest'ultimo sottolinea infatti che il ministero non ha ricevuto richieste dalla Provincia di Teramo e dall'Upi, ma precisa che sono state accolte due proposte d'integrazione del provvedimento avanzate dalla Regione. «Significa che in entrambe non erano ricomprese strade teramane», ne deduce il deputato, «altrimenti il nostro territorio non sarebbe rimasto a zero». La sferzata al governo regionale, dunque, è netta.
Ginoble, però, rispedisce al mittente le insinuazioni secondo cui il suo attivismo su questo problema sia preludio alla campagna elettorale. «Può sembrare che voglia approfittare della situazione», chiarisce il parlamentare, «ma ormai ho l'età per dire quello che penso». Il fatto che nel passaggio di circa 453 chilometri di strade provinciali all'Anas neppure un metro ricada nel territorio teramano è «un'offesa soprattutto per la sfacciataggine con cui ci hanno trattato».
L'assessore Dino Pepe avrebbe già annunciato un provvedimento compensativo. «Se l'ha fatto sono contento ma non mi risulta», conclude Ginoble.
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