Gioco d’azzardo, allarme Teramo

È la terza città italiana dove si è giocato di più. I dati nel convegno sulla ludopatia
MONTORIO. Maglia nera per la città di Teramo in tema di dipendenza dal gioco d’azzardo. È emerso nel convegno “A che gioco giochiamo? Ludopatia, gioco d’azzardo e nuovi disagi” organizzato dall’associazione Monte d’oro, Comune di Montorio al Vomano e Asl, che e si è svolto nel Centro di aggregazione giovanile di Montorio. «Con 1.898 euro pro capite l’anno spese per il gioco d’azzardo», ha riferito Valerio Profeta, responsabile del Sert della Asl di Teramo, «siamo la terza città in Italia e la prima del centro-sud in cui si è giocato di più nell’ultimo periodo». I dati mostrati hanno evidenziato che l’Abruzzo ha una una tendenza superiore rispetto al trend nazionale in tema di gioco d’azzardo. «Il gioco d’azzardo patologico (Gap) è stato riconosciuto una vera e propria dipendenza al pari da quella da alcol e sostanze stupefacenti», ha spiegato Profeta, «nel nostro paese 1.300.000 persone ne sono affette con un aumento negli adolescenti dell’11%». Un problema che ha risvolti economici, sociali, sanitari e relazionali. « La ludopatia oggi è curabile nei Sert», ha detto Roberto Fagnano, direttore generale della Asl di Teramo, «anche se è necessario che il giocatore patologico non venga abbandonato da chi gli è vicino». Cosa fare, quindi, per affrontare questo problema? Dal punto di vista legislativo è di recente approvazione la legge regionale firmata dai consiglieri Giorgio D’Ignazio e Leandro Bracco nata proprio dagli allarmanti dati della nostra regione. «Questa legge è finalizzata alla prevenzione, il contrasto e la cura del Gsp», ha spiegato D’Ignazio, «attraverso campagne di sensibilizzazione soprattutto per i giovani, l’introduzione di misure ancora più restrittive all’accesso alle aree destinate al gioco e la promozione di centri per la cura e riabilitazione». Il Comune di Montorio ha previsto, come ha specificato il sindaco Gianni Di Centa «una riduzione del 20% per i primi tre anni della Iuc per gli utenti appartenenti alla categoria bar e tabaccai che rinuncino all’autorizzazione per l’installazione dei videopoker».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

