Giorgini sta per comprare il Venere

10 Aprile 2019

In dirittura d’arrivo la trattativa con la famiglia Flagnani, proprietaria dal 1905 di uno dei più antichi stabilimenti d’Italia

GIULIANOVA. Sarebbe sul punto di passare di mano non solo la gestione, ma anche la proprietà dello stabilimento balneare Venere, che da oltre un secolo appartiene alla famiglia Flagnani. L’acquirente sarebbe Paolo Giorgini, noto imprenditore del settore, titolare del Nova Vita Beach la cui attuale concessione, tra l’altro confinante con quella del Venere, fu acquistata alcuni anni or sono sempre dalla famiglia di Francesco Flagnani.
Al momento non è stato ancora sottoscritto un atto di compravendita. Naturalmente, visto che il Venere è un pezzo di storia giuliese, in città le voci sull’eventuale passaggio di proprietà si fanno di giorno in giorno sempre più insistenti. Dall’una e dall’altra parte bocche cucite, ma si sa da fonti certe che le trattative in corso sono in fase avanzata. Flagnani e Giorgini ritengono che non sia opportuno divulgare notizie su atti non ancora formalizzati e che ad oggi sono ancora in fase di studio da parte dei relativi consulenti. Tutto però dovrebbe risolversi entro la prossima settimana e comunque prima di Pasqua.
La struttura turistica, una delle più antiche della riviera adriatica, fu realizzata nel 1877 da cinque imprenditori ascolani e nel 1905 divenne di proprietà della famiglia Flagnani. Per tanto tempo, sul vocabolario Zingarelli, alla parola “stabilimento balneare” è stata associata una fotografia nella quale veniva raffigurato proprio il Venere quando la struttura, completamente in legno, poggiava in parte su delle palafitte con estensione findentro il mare. Erano i tempi in cui la spiaggia riservata alle donne era separata da quella degli uomini, con tanto di indicazione della netta divisione. E comunque la spiaggia di Giulianova, con il lungomare a una sola corsia e il palazzo del Kursaal Lido poco distante, terminava proprio con la concessione del Venere. Da lì in poi verso nord c’era solo una sterminata teoria di sabbia fino al fiume Salinello. Solo alla fine degli anni ’50 del secolo scorso fu realizzato, sempre dalla famiglia Flagnani, lo stabilimento “Caprice”, che apri la strada verso settentrione allo sfruttamento dell’arenile a fini turistici.
Il Venere è stato suo malgrado protagonista anche durante il primo conflitto mondiale, quando l’allora ministero della Guerra requisì buona parte delle cabine in legno per adibirle a garitte sul fronte nord-orientale.
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