Giovani e alta formazione per rilanciare l’economia

29 Novembre 2020

TERAMO. Un nuovo umanesimo economico e imprenditoriale. Il cambiamento non è un percorso da intraprendere è già in corso, la pandemia ha già stravolto i processi produttivi, le organizzazioni...

TERAMO. Un nuovo umanesimo economico e imprenditoriale. Il cambiamento non è un percorso da intraprendere è già in corso, la pandemia ha già stravolto i processi produttivi, le organizzazioni lavorative, i servizi per la salute e nostra stessa vita personale. Chi, politica o imprenditoria, non si accorge di questo è destinato non a rimanere indietro ma a fermarsi definitivamente.
Questo l’elemento centrale delle riflessioni svolte ieri mattina dai relatori della conferenza on line organizzata dalla diocesi Teramo-Atri e dalla Provincia "Una nuova imprenditorialità al servizio del territorio".Un appuntamento che ha visto la partecipazione di imprenditori, manager ed esperti che hanno messo in luce i punti di forza che sono già presenti nel tessuto d’impresa e nelle istituzioni.
L’Abruzzo, ha sottolineato Stefano Cianciotta presidente di Abruzzo Sviluppo «potrebbe essere fra le regioni che avranno il rimbalzo maggiore sul Pil dopo la pandemia ma dobbiamo sostenere i giovani, l’alta formazione e la ricerca. L’impresa deve tornare al centro del dibattito politico e gli imprenditori devono tornare ad osare». Oltre agli interventi di Enzo Argante, responsabilità editor di Forbes Italia, e di Luciano Floridi, ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford dove dirige il Digital Ethics Lab. Floridi ha riassunto i temi del suo ultimo libro sono arrivati spunti importanti negli interventi degli uomini e delle donne d’impresa, a livello locale. Ha partecipato anche l’assessore regionale Pietro Quaresimale. Introduzione e conclusioni sono state affidate al vescovo Lorenzo Leuzzi e al presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura. «E’ una grande responsabilità per tutti», ha detto Leuzzi e citando l’enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Bergoglio «… quella dell’imprenditore è una nobile vocazione per produrre ricchezza e migliorare il mondo per tutti».