Giro a rischio, servono soldi per le strade

9 Febbraio 2018

Il comitato per il passaggio della corsa a Miano avverte: se escludono noi, resterà fuori anche Teramo

TERAMO. «Se il Giro d’Italia non passerà per Miano, escluderà dal suo tracciato anche Teramo». Il comitato sorto nella frazione per sostenere il transito della corsa ciclistica in paese previsto per il 15 maggio, nell’ambito della decima tappa che partirà da Penne e arriverà a Gualdo Tadino, tiene a sottolineare questo rischio. L’impegno che sta mettendo per fare in modo che le strade provinciali interessate dal transito della carovana rosa siano pronte per l’occasione, insomma, non è solo per Miano, ma per tutto il territorio teramano. In caso di mancata sistemazione degli asfalti, infatti, il giro verrebbe deviato nell’aquilano e la provincia di Teramo verrebbe cancellata del tutto dalla tappa che simbolicamente unirà le aree colpite dalle tragedie di inizio 2017.
Questo rischio è stato ribadito dal comitato anche nell’incontro con i consiglieri regionali teramani invitati a sollecitare lo stanziamento di fondi per la manutenzione della Rigopiano-Castelli dopo che la Pro vicina ha assicurato interventi sulla strada che da Miano si riallaccia alla statale 81 e porta in città. All’appello hanno risposto Gianni Chiodi e Mauro Di Dalmazio, ma il comitato per il Giro d’Italia precisa che Giorgio D’Ignazio, Dino Pepe e Sandro Mariani hanno comunicato di essere stati trattenuti da altri impegni improcrastinabili. Dall’incontro è comunque emerso che la Regione dovrà ricorrere a una variazione di bilancio per reperire i fondi necessari alla sistemazione della Rigopiano-Castelli. L’assenza di soldi immediatamente spendibile preoccupa dunque il comitato per i tempi di eventuale realizzazione delle opere. Per giovedì, infatti, è in programma un incontro tra Rcs, che organizza il Giro, e le istituzioni interessate al passaggio della tappa in Abruzzo. Il comitato chiederà di essere presente. «Vogliamo rappresentare gli interessi del territorio e della comunità teramani», spiega, «che rischiano di essere penalizzati». (g.d.m.)
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