Giro femminile a Roseto, disagi inevitabili

Problemi soprattutto per chi doveva raggiungere l’autostrada, ma in città il traffico è stato scorrevole
ROSETO. Disagi alla viabilità per chi aveva la necessità di andare verso Pescara, ritardo sulla comunicazione dell’evento e cambi di programma per alcune fabbriche. Sono state queste le principali problematiche riscontrate ieri durante il passaggio della tappa del Giro d’Italia femminile a Roseto, dove comunque, grazie all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e dei volontari, è filato tutto liscio e il traffico, all’interno della città, è stato regolare riaprendo alla viabilità ordinaria anche con un bell’anticipo, alle 15.30, un’ora prima rispetto al programma. «È stato un evento bellissimo, che pubblicizza il nostro territorio e ci fa conoscere a livello nazionale», dice Antonio Di Fonzo, un rosetano che sarebbe dovuto andare a Pescara per lavoro, «ma, a mio avviso, si poteva optare per un altro percorso. Non si possono bloccare tutte le vie di fuga per 4 ore verso Pineto. Statale 16 bloccata dalla rotonda del palazzetto fino al bivio della zona industriale di Scerne e casello autostradale chiuso. Io ho potuto rinviare per fortuna, ma chi aveva un’urgenza?»
E infatti molti automobilisti hanno protestato per questo disagio che li ha costretti ad allungare notevolmente il percorso. Un'altra problematica riscontrata da alcuni cittadini è stato il ritardo sulla comunicazione di un evento così importante. «Io sono per queste manifestazioni perché portano in televisione le immagini della nostra stupenda cittadina», afferma un altro cittadino rosetano, «e vedere le strade libere dal traffico, le persone che vanno in bici o a piedi e ai lati delle strade tanta gente in festa è stupendo. Il problema è che io sono venuto a sapere di questo evento solo due giorni fa. Per pubblicizzare un grande evento com’è il Giro d’Italia femminile, a mio avviso, sarebbe stato necessario partire un mese prima». I maggiori disagi si sono riscontrati nelle zone industriali, dove alcune fabbriche hanno deciso di modificare i turni e le attività produttive. «Noi normalmente facciamo dei cicli produttivi in base al surgelatore», dice Carmine Tullii dell’Italsur, una fabbrica nella zona industriale di Notaresco, «ma questa mattina abbiamo dovuto anticipare il tutto e i nostri operai che facevano il turno di notte hanno prolungato fino alle 8, e gli altri hanno attaccato alle 8 e sono andati via alle 17. Alcune consegne le abbiamo anticipate, altre posticipate».
In piazza olimpia, al Palazzetto, c’era il raduno dei mezzi al servizio della corsa ma, purtroppo, nessuno ne era a conoscenza e alcuni karateki, che stavano facendo allenamento al palazzetto, hanno dovuto interrompere gli allenamenti e spostare le proprie auto dai parcheggi. (l.v.)
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