Giudice incompatibile slitta il processo a Tancredi

9 Gennaio 2015

Rinviata a marzo l’udienza del procedimento bis per il crac Curti-Di Pietro Il commercialista accusato di concorso in bancarotta, imputati altri sette

TERAMO. Sarà un collegio presieduto da un altro giudice quello davanti a cui il 6 marzo inizierà il processo bis per il crac Curti-Di Pietro. Il presidente Flavio Conciatori è incompatibile in quanto come giudice si è già pronunciato sul caso con un procedente provvedimento: da, qui, dunque, il rinvio dell’udienza di ieri. Imputati il commercialista teramano Carmine Tancredi (a lui la procura contesta il concorso in bancarotta) e altri sette (tutti ex amministratori di fatto e di diritto).

Tancredi, socio di studio di Gianni Chiodi (ex presidente della giunta regionale che è del tutto estraneo alla vicenda), è stato consulente degli imprenditori Maurizio Di Pietro e Guido Curti condannati in primo grado a sei anni per bancarotta fraudolenta. Per i due e per l’altro imprenditore Nicolino Di Pietro (condannato a tre anni nel primo processo) è stato lo stesso il pm Irene Scordamaglia a chiedere in udienza preliminare il non doversi procedere per il principio giuridico del ne bis in idem (non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto) visto che per il concorso nella bancarotta sono stati già giudicati e condannati. I Di Pietro e Curti questa volta sono imputati per alcuni reati fiscali legati alle sorti di una delle società coinvolte.

A processo anche Antonio Zacchei, Marco Paolo Di Anastasio, Luciano Seghetti e Loredana Cacciatore. Ha scritto il pm Scordamaglia nell’avviso di conclusione delle indagini: «In particolare Tancredi Carmine, nella specifica qualità di dottore commercialista, e Spinetti Pietro (amministratore di diritto della De Immobiliare e Kappa Immobiliare (ndr) ben consapevoli dei disegni distrattivi nutriti da Di Pietro Maurizio e Curti Guido, determinavano ed agevolavano questi ultimi nella manovra diretta ad eludere le ragioni dei creditori della Dft (una delle società fallite): segnatamente Tancredi non solo forniva a Di Pietro Maurizio e Curti Guido concreti consigli e suggerimenti sui mezzi giuridici idonei a dissimulare le somme di denaro sottratte alle ragioni dei creditori della Dtf, indicando loro la Colombo fiduciaria di Lugano – ed indirizzandoveli – come la società di intermediazione che avrebbe consentito loro di far transitare, attraverso passaggi fittizi i beni sottratti alla Dft Grafiche nel patrimonio di società loro non direttamente riconducibili». La procura contesta al commercialista il ruolo avuto nelle società cipriote, sodalizi che controllavano al 99% la Kappa Immobiliare e la De Immobiliare Srl che avevano sede legale nello studio commerciale e che sono state confiscate dal tribunale. Accuse, quelle della procura, che dovranno essere dimostrate nel corso del dibattimento.(d.p.)

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