Giulia, entrano nuovi accertamenti tecnici sui cellulari

18 Febbraio 2022

TERAMO. I passaggi obbligati di un procedimento giudiziario scandiscono un’altra dolorosa tappa del caso di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto precipitata nel 2015 da un cavalcavia dell’A14....

TERAMO. I passaggi obbligati di un procedimento giudiziario scandiscono un’altra dolorosa tappa del caso di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto precipitata nel 2015 da un cavalcavia dell’A14. Perché è un processo che scende nel baratro più profondo quello che da oltre un anno è in corso a carico del 30enne di Giulianova Francesco Giuseppe Totaro, indagato nell'inchiesta per pedopornografia aperta dalla Procura distrettuale dell’Aquila dopo il rinvenimento, sul cellulare dell’uomo, di numerose foto osè di Giulia e di altre ragazze, all’epoca tutte 17enni e quindi minorenni. Ieri in aula i consulenti tecnici della Pubblica accusa, Davide Ortolani e Fabio Biasini, hanno ricostruito i contenuti delle loro relazioni soffermandosi su dati già noti, a cominciare dagli oltre mille contatti WhatsApp rinvenuti tra l’imputato e la vittima e le 60 foto trovate in una cartella nel pc dello stesso imputato. Nel corso dell’udienza davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori, il pm Laura Colica ha chiesto che nel fascicolo del dibattimento entrino alcuni degli accertamenti tecnici svolti sul cellulare della vittima nell’inchiesta per istigazione al suicidio: inchiesta archiviata dal tribunale mentre i familiari di Giulia non hanno ai smesso di chiedere nuovi accertamenti convinti che la ragazza sia stata uccisa.Si torna in aula ad aprile con l’audizione del consulente della difesa rappresentata dall’avvocato Donatella Tiberio. I genitori di Giulia Di Sabatino si sono costituiti parte civile e sono rappresentati dagli avvocati Antonio Di Gaspare e Gianfranco Di Marcello.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.