Giulia, il pm sente la sorella sul giovane della Panda

La ragazza non ha escluso che i due potessero avere amicizie in comune L’avvocato dell’indagato a “Chi l’ha visto?”: incontro casuale, non si conoscevano
TERAMO. Non si è fatto subito avanti perché aveva timore che lo potessero incolpare. Nella puntata di ieri della trasmissione “Chi l’ha visto?” l’avvocato Ernesto Picciuto, difensore del giovane della Panda rossa, ha ribadito la posizione del suo assistito, uno dei due indagati per la morte di Giulia Di Sabatino, la ragazza di 19 anni trovata a pezzi sull’autostrada dopo essere precipitata da un cavalcavia. Il 25enne, ha ribadito l’avvocato, non ha mai nascosto di avere avuto un rapporto sessuale con Giulia, consumato nell’abitazione del giovane; il legale ha confermato anche che l’incontro con Giulia fu casuale e che i due non si conoscevano.
Ed è la stessa cosa che il pm Irene Scordamaglia ha chiesto alla sorella maggiore di Giulia, Vanessa, riascoltata ieri pomeriggio in procura. Una decisione, quella di riascoltare la giovane, le cui dichiarazioni erano state raccolte già all'indomani della tragedia, volta ad approfondire se Giulia conoscesse anche solo superficialmente il secondo indagato (il giovane alla guida della Panda rossa) o se tra i due ci fosse qualche conoscenza comune, e a cercare riscontri alle tante dichiarazioni rilasciate in questi mesi da amici, conoscenti e persone ascoltate nel corso delle indagini. Da quanto si apprende la sorella della 19enne non avrebbe escluso la possibilità che tra Giulia e il conducente della Panda potessero esserci amicizie in comune, mentre avrebbe ribadito di non credere al suicidio e negato l’esistenza di presunti biglietti d’addio lasciati dalla stessa Giulia. Al momento sul tavolo del pm c’è un fascicolo per istigazione al suicidio che conta due indagati (come atto dovuto per consentire tutta una serie di accertamenti): il 41enne che quella notte diede a Giulia un passaggio con lo scooter e il 25enne che, alla guida di una Panda rossa, la accompagnò sul cavalcavia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

