Giulia, mille dubbi nel giorno del dolore

Tantissime persone ai funerali della diciannovenne morta in circostanze non ancora chiare. In chiesa la preghiera degli amici
TORTORETO. Tutti gli interrogativi sulla sua morte sono rimasti sullo sfondo. Al centro, ieri, c’era il dolore di un’intera comunità che finalmente ha potuto stringersi intorno alla famiglia e rendere omaggio alla ragazza di 19 anni che non vedranno più tra le vie di Tortoreto Alto, dove era cresciuta e dove viveva con la sua famiglia di commercianti. Erano almeno un migliaio l epersone, tanto da bloccare completamente il borgo, per salutare Giulia Di Sabatino e per stringersi al padre, alla madre e alla sorella, in una chiesa di San Nicola piena all’inverosimile, così come le vie limitrofe. Tra la folla spiccavano gli amici della ragazza, con una foto di Giulia stampata sulle magliette e lo sguardo perso di chi ancora non si capacita della sua scomparsa.
A loro, don Davide Pagnottella, vicario inviato dal vescovo Michele Seccia a rappresentarlo e a celebrare il funerale, ha dedicato alcuni dei momenti più delicati e toccanti dell’omelia e della preghiera dei fedeli: «Talvolta per i giovani può essere più difficile amare la vita»; e poi: «Sia questa un’occasione per loro per riflettere». Quasi fosse una risposta, poi la preghiera scritta e letta con la voce rotta dalla commozione dagli amici di Giulia, che è stata anche un po’ una richiesta di aiuto: «Per i giovani la vita è complicata, l’avvenire incerto. Giulia aveva un desiderio, essere felice, la ricorderemo per sempre con la sua innocenza e la sua bontà. Preghiamo perché i giovani di Tortoreto non vedano soffocati i propri desideri».
Poi l’applauso, che ha accompagnato la bara di legno chiaro fuori dalla chiesa, mentre venivano liberati in aria i palloncini colorati ed un grande cuorebianco. Infine la marcia verso il cimitero del lungo corteo di parenti, amici, conoscenti e anche semplici concittadini di Giulia.
E intanto, pian piano, la gente tornava a discutere e a cercare spiegazioni per quella morte che ha così profondamente segnato la comunità e che è ancora avvolta nel mistero. «Possibile che abbia fatto tutti quei chilometri a piedi e da sola, da Tortoreto Alto fino al cavalcavia autostradale di Maggi?». «Aveva visto qualcuno prima di scomparire nel nulla? «Possibile che nessuno si sia accorto di averla investita?». Queste le domande ricorenti tra la folla, ma le risposte sono poche, anche quelle in mano alla Procura, che l’altro ieri ha lanciato il suo appello ai testimoni: «Chi sa qualcosa, parli». La ricostruzione delle su eultime ore di vita, infatti, si ferma a quando lei, dopo il lavoro, intorno alla mezzanotte del 31 agosto, è tornata a casa di nascosto, ha lasciato velocemente tutte le sue cose, ed è uscita di nuovo e ancora una volta senza farsi vedere dai genitori. Mezz’ora più tardi, le telecamere della videosorveglianza di un’abitazione in via Panoramica l’hanno inquadrata mentre scendeva dal centro storico in direzione sud, da sola e nel buio. Poi il vuoto e, cinque ore più tardi, le prime segnalazioni dei resti di un cadavere sull’autostrada, sotto un cavalcavia di Mosciano. In mezzo forse un gesto estremo al quale però sono in molti a non credere: l’ipotesi del suicidio sembra impossibile per i tanti che conoscevano Giulia e i suoi progetti di vita, compreso quel viaggio a Londra programmato per dopo l’estate.
Luca Tomassoni
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