Giulia, scoperte nuove foto nel telefono

I consulenti della famiglia recuperano file cancellati dopo la morte. L’avvocato: «Non fu suicidio, riaprite le indagini»
TORTORETO. Migliaia di file cancellati nel telefono di Giulia Di Sabatino, dopo il tragico volo della 19enne di Tortoreto dal cavalcavia dell’autostrada A14, tra cui foto e messaggi vocali, ma anche password di accesso cambiate. A dirlo è una nuova perizia con cui, insieme ad altri elementi raccolti dai familiari, sarà chiesta la riapertura dell’inchiesta sulla sua morte, archiviata dalla Procura per suicidio.
Ieri, a sei anni esatti dalla scomparsa della ragazza, quando avrebbe anche compiuto 25 anni, i genitori Meri Koci e Luciano Di Sabatino, con l’avvocato Antonio Di Gaspare e Adele di Rocco dell’associazione Codice Rosso, hanno reso pubbliche le prime risultanze della nuova consulenza affidata a una società specializzata italo-americana, la Emme Team, e hanno parlato ancora una volta apertamente di «omicidio». Lo hanno fatto tra i palloncini bianchi e rosa, fatti volare in ricordo della ragazza, tra parenti, familiari e amici, nel ristorante di Tortoreto Alto dove la 19enne lavorava.
Presto arriveranno i risultati definitivi della perizia sul telefono e sui dispositivi di Giulia, da cui sarebbero stati recuperati 134mila file. Tra questi tremila foto e 500 messaggi vocali. Ci sarebbero anche selfie scattati poche ore prima della morte, in cui Giulia appare sorridente. I familiari le hanno mostrate. E poi quegli accessi da remoto al suo telefono per cancellare i file. Tutti elementi che per la famiglia smonterebbero la tesi del suicidio e che non sono stati vagliati dagli inquirenti, ma che potrebbero anche portare a individuare maggiori informazioni su chi ha li ha cancellati, tra il 31 agosto e il 2 settembre del 2015. Per questo è stata già richiesta la copia forense delle operazioni effettuate dagli inquirenti durante le indagini. Ci sarebbero poi nuove testimonianze e perizie, che avrebbero evidenziato anomalie sulla ricostruzione degli ultimi attimi di vita della giovane.
«Non ci siamo mai fermati, ci sono elementi che dimostrano che Giulia non si è suicidata ma è stata uccisa, presto chiederemo la riapertura dell’indagine», ha detto l’avvocato Di Gaspare, «soprattutto l’accesso da remoto al suo telefono e ai suoi dispositivi è molto importante. Nel frattempo i nostri consulenti stanno anche analizzando le foto sui resti di Giulia. Sarebbe stata da deposta su quel cavalcavia».
Presente all’incontro anche la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Corneli, che ha annunciato una interrogazione parlamentare su Giulia e a difesa delle donne.
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