Giulianova, allagamenti in ospedale

Acqua anche nelle scuole. Un motopontone rompe gli ormeggi al porto, proteste dei pescatori
GIULIANOVA. Il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Giulianova si è allagato giovedì pomeriggio per via della pioggia: dagli infissi, infatti, scaturiva a fiotti l’acqua piovana e il personale ha dovuto correre ai ripari con stracci e secchi. Dal soffitto, poi, si sono staccate due mattonelle in cartongesso, a causa delle infiltrazioni all’interno, e l’acqua ha continuato a defluire nel reparto.
Ma l’ospedale non è l’unico edificio che ha subito infiltrazioni: all’Iti, Ipias e Ipsedoc ci sono state forti infiltrazioni di acqua dai muri e dalle finestre, tanto da rendere impossibile il normale svolgimento delle lezioni, ma anche in nelle scuole elementari di via Lepanto e De Amicis gli allagamenti non sono mancati. Anche nel PalaCastrum e nel centro polivalente di via dei Pioppi all’Annunziata l’acqua entrava a fiumi dal tetto e dalle finestre. Nel parco dell’Annunziata, poi, sono stati abbattuti venti pini (in città sono stati sradicati circa 100 alberi), alcuni dei quali a ridosso del ristorante Bora Bora (e altri sono in pericolo crollo vicino il campo Castrum). La presidente del comitato Annunziata, Patrizia Casaccia, si è fatta portavoce del pensiero di molti residenti, ossia della necessità di potare più spesso le piante. Anche al parco Cerulli, in viale Orsini, un pino si è abbattuto sulla struttura esterna del circolo anziani. Al porto, invece, un motopontone, a causa della fortissima tempesta, ha rotto gli ormeggi durante la notte (tutti gli equipaggi sono rimasti a bordo delle loro imbarcazioni, su invito del comandante Sandro Pezzuto, per scongiurare danni) ed è stato costretto ad ancorarsi nello specchio acqueo del porto. «Mentre i diportisti dormono sonni tranquilli», ha polemizzato Walter Squeo di Federpesca, «i pescatori, che da più di 80 anni rappresentano la flotta peschereccia locale, sono costretti a rimanere a bordo delle proprie unità per 36 ore di seguito per tenere a galla l’unico mezzo di sostentamento che hanno a disposizione». Squeo ha denunciato che le unità da diporto si trovano nel posto più sicuro del porto, cioè nel tratto gestito dall’Ente porto, mentre i pescherecci sono ammucchiati in file anche da dieci. «E’ scandaloso», ha concluso Squeo, «che anelli di acciaio per ormeggi si spezzino. Il comandante Pezzuto fa del suo meglio, ma lo spazio è ridotto, ridateci la banchina di riva». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

