Giulianova, apre il centro per riutilizzare i beni usati

Il Comune ha vinto un bando regionale: aprirà un capannone dove chiunque potrà portare oggetti che non impiega più. Saranno dati gratis ai bisognosi
GIULIANOVA. Dopo il centro di raccolta di via Mulino da Capo, inaugurato lo scorso primo agosto e che secondo l’amministrazione comunale è stato subito molto frequentato dai cittadini, a Giulianova in tema di smaltimento di rifiuti è in arrivo un’altra novità che va sotto il nome di centro del riuso. A darne l’annuncio con soddisfazione è l’assessore all’ambiente Fabio Ruffini che commenta: «Con questo nuovo tassello in pratica chiuderemo il ciclo dei rifiuti portando ancora più in alto la percentuale della raccolta differenziata, peraltro già più che soddisfacente. Ma occorre costantemente cercare di migliorarsi».
Il centro del riuso è uno spazio a disposizione di tutti i cittadini dove si può portare ciò che non si usa più ma che può ancora essere utile. Integra la funzione del centro di raccolta differenziata per contrastare e superare la cultura dell’usa e getta, ma anche per sostenere la diffusione di una cultura del riuso dei beni basata su principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale. Con il centro viene promosso il reimpiego ed il riutilizzo dei beni usati (ad esempio mobili, piccoli elettrodomestici, biciclette), prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Alle fasce più deboli della popolazione è consentita la possibilità di ottenere a titolo gratuito una certa quantità di beni non nuovi ma ancora in grado di essere utilizzati all’insegna del “ciò che non serve più a noi, può servire ad altri. Ciò che non serve più ad altri, può servire a noi”.
Ruffini tiene a precisare che per il nuovo progetto il Comune di Giulianova si è aggiudicato un bando regionale di 100 mila euro con la compartecipazione del 30% da parte del Comune stesso. «Ora», afferma, «occorrerà reperire le risorse finanziarie che ci competono e poi si potrà avviare materialmente il centro del riuso». Intanto l’assessore ha programmato due visite a San Benedetto del Tronto e Lanciano, dove l’esperienza innovativa è già in atto, in modo da conoscere di persona come funziona un centro simile. «Prima cosa da fare», dice Ruffini, «è reperire un capannone per svolgere quel tipo di attività». La cosa ottimale, secondo l’assessore, sarebbe affidare il progetto ad una cooperativa di giovani in grado di centrare gli obiettivi. Al riguardo sono previsti corsi pratici per falegnami, meccanici, elettricisti: figure necessarie al miglior funzionamento del centro. Un modo per creare nuovi posti di lavoro. L’assessore spera di rendere concreto il tutto entro i primi mesi del 2018.
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