Giulianova calcio, Sabatini condannato per le fatture false

20 Settembre 2016

Sei mesi all’ex presidente della società giallorossa accusato di dichiarazione fraudolenta L’inchiesta della procura ha portato al sequestro di un milione mezzo tra conti correnti e immobili

GIULIANOVA. Nell’inchiesta è finito nella sua veste di ex presidente del Giulianova calcio. Con lui anche molti imprenditori che hanno scelto riti alternativi. L’ex assessore regionale Bruno Sabatini è stato condannato a sei mesi per dichiarazione fraudolenta attraverso l’uso di fatture per operazioni inesistenti. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Franco Tetto. Il legale di Sabatini, l’avvocato Antonino Orsatti, annuncia, una volta lette le motivazioni, ricorso in appello.

Il processo è nato dall’inchiesta avviata dal pm Davide Rosati che ha riguardato periodi compresi tra il 2007 e il 2009. Un’inchiesta che nell’aprile del 2014 aveva portato anche al sequestro di un milione e mezzo tra conti correnti e immobili appartenenti alla vecchia dirigenza.In particolare la pubblica accusa contestava un meccanismo di false fatture o fatture di comodo grazie al quale si facevano quadrare bilanci e altro ma omettendo di versare somme all’Erario: il che tradotto in parole semplici significa mancato pagamento delle tasse. Da qui i sequestri per equivalenti scattati nell’aprile del 2014, istituti giuridici che hanno come obiettivo quello di ridare allo Stato i beni indebitamente sottratti dall’evasore prima ancora che venga giudicato in tribunale. Non si esauriscono, dunque, i guai per la vecchia società calcistica passata da un procedimento giudiziario all’altro proprio per reati fiscali. Nell’aprile del 2015 Sabatini (che è stato assessore regionale ai tempi della giunta Pace ed ex assessore comunale a Montesilvano )è stato condannato, sempre in primo grado, a sei mesi per occultamento e distruzione di documenti contabili. I fatti contestati si riferiscono al 2007, periodo in cui Sabatini era rappresentante legale della Giulianova Partecipazioni, società creata per acquisire quote dell’allora Giulianova calcio. Secondo l’accusa, così si legge nel capo d’imputazione, «al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, occultava o distruggeva le scritture contabili della società in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi e del volume d’affare. In occasione di una verifica fiscale iniziata nel 2012 dall’Agenzia delle Entrate di Teramo, infatti, il prevenuto dichiarava che la società negli anni 2007 e 2008 non aveva emesso fatture e non possedeva documenti attivi». Nel 2014 Sabatini è stato condannato (in primo grado) ad un anno e quattro mesi per truffa nella sua veste di coordinatore di una società privata che si occupava di corsi di formazione.(d.p.)

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