Giulianova Calcio, Sabatini dai giudici

Prima udienza del processo per dichiarazione fraudolenta all’ex presidente e altri 10 imputati
GIULIANOVA. Se il calcio malato è sotto accusa, lo stratagemma delle sponsorizzazioni con fatture gonfiate (che tra l’altro non riguarda solo il calcio) diventa materia di un processo.
Si è aperto ieri mattina davanti al giudice Franco Tetto il processo a carico dell’ex presidente del Giulianova calcio Bruno Sabatini e di altri 10 imputati per dichiarazione fraudolenta attraverso l’uso di fatture per operazioni inesistenti. L’inchiesta del pm Davide Rosati riguarda periodi compresi tra il 2007 e il 2009. Un’inchiesta che nell’aprile dell’anno scorso ha già portato al sequestro di un milione e mezzo tra conti correnti e immobili appartenenti alla vecchia dirigenza.
In particolare la pubblica accusa contesta, e dovrà provarlo nel corso del dibattimento che inizierà ad aprile, un meccanismo di false fatture o fatture di comodo grazie al quale si facevano quadrare bilanci e altro ma omettendo di versare somme all’Erario: il che tradotto in parole semplici significa mancato pagamento delle tasse. Da qui i sequestri per equivalenti scattati nell’aprile dell’anno scorso, istituti giuridici che hanno come obiettivo quello di ridare allo Stato i beni indebitamente sottratti dall’evasore prima ancora che venga giudicato in tribunale. Non si esauriscono, dunque, i guai per la vecchia società calcistica passata da un procedimento giudiziario all’altro proprio per reati fiscali. Qualche tempo fa l’ex presidente Bruno Sabatini (che è stato anche ex assessore regionale ai tempi della giunta Pace ed ex assessore comunale a Montesilvano) è stato condannato in primo grado ad un anno e due mesi per indebita compensazione e omesso versamento dell’Iva. In questo caso secondo l’accusa della procura teramana non avrebbe versato, nei termini previsti per la presentazione della dichiarazione annuale, l’Iva dovuta per l’anno 2007. Il processo è stato aggiornatoad ottobre.
Qualche mese fa, intanto, Sabatini è stato condannato ad un anno e quattro mesi per truffa nella sua veste di coordinatore di una società privata che si occupava d corsi di formazione. L'accusa contestata dalla procura era la truffa aggravata ai danni di Regione ed Unione Europea. Secondo l’accusa sarebbero stati "gonfiati" sia il numero dei partecipanti sia le ore di lezione relativamente ad un corso di riqualificazione.(d.p.)
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