Giulianova contro Paolucci che vuole l’ospedale unico

Il sindaco accusa l’assessore di «somma scorrettezza» e annuncia «tempesta» Mentre il Pd chiede un incontro a Fagnano. Il M5S attacca: «Dimettetevi»
TERAMO. Ospedale unico, la rivolta dei campanili. Se fino a qualche ora fa era in fibrillazione la piazza di Atri, ora quella di Giulianova è in fiamme. La scintilla è stata la dichiarazione dell’assessore regionale salla sanità Silvio Paolucci che si è espresso a decisamente per l’ospedale unico, baricentrico rispetto alla provincia. Sul posto, ha detto, deciderà il territorio.
Un’eventualità che ha suscitato le ire del sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro: «L'assessore, che ha evitato di essere presente al consiglio comunale del 13 febbraio e senza nemmeno esaminare la proposta del manager Fagnano, ha già deciso per l'ospedale unico sostituendosi alla giunta regionale e facendo carta straccia delle istanze delle comunità. Ma chi semina vento raccoglierà tempesta».
Mastromauro ricorda che l' 8 marzo si è tenuta a Giulianova una riunione con quasi tutti i primi cittadini, o loro delegati, delle località costiere, oltre a Bellante, Morro d'Oro, Mosciano e Notaresco. E tutti hanno condiviso quanto votato dal consiglio di Giulianova, cioè che è necessario un ospedale di 1° livello sulla costa. Mastromauro parla poi «del relativo progetto che Fagnano sta facendo ultimare, da sottoporre al vaglio della giunta regionale. Ecco arrivare l'assessore che, con somma scorrettezza, decide per l'ospedale unico. E questo dopo aver garantito più volte in passato, l'ultima volta nel novembre 2016, che Giulianova avrebbe avuto un nuovo nosocomio con 173 posti per un costo di 64 milioni. Uno schiaffo, è il caso di dirlo, a 150.000 abitanti».
Al sindaco si aggiungono il Pd giuliese e il gruppo consiliare che «ribadiscono la posizione assunta da sempre in consiglio e all'interno degli organismi di partito a difesa della proposta per un ospedale di 1° livello della costa, ritiene che esso, ottimizzando l'uso delle risorse disponibili, possa migliorare la capacità complessiva di assistenza e rispondere in maniera adeguata e qualificata alla domanda di cura dei cittadini». Ricordano i passi patti a difesa del presidio di Giulianova, dall’incontro con lo stesso Paolucci «ottenendo il reinserimento del nostro ospedale all'interno della delibera stessa dalla quale era stato espunto».Il segretario dell'unione comunale Gabriele Filipponi e il capogruppo consiliare Pd Federica Vasanella hanno chiesto un incontro con il manager Asl, che si svolgerà con ogni probabilità la prossima settimana.
Interviene anche Margherita Trifoni del M5S secondo cui i continui andirivieni del Pd «non hanno fatto altro che produrre l’effetto contrario: non solo del nuovo ospedale costiero non se ne vede l’ombra ma sta continuando l’opera di depauperamento del presidio esistente senza che i nostri amministratori battano ciglio. Più che perdere tempo in inutili passerelle o sgrammaticati comunicati stampa il Pd e il suo segretario facciano pace con se stessi e la smettano di prendere in giro i cittadini mettendo in campo una linea chiara e univoca sull’ospedale. Se è vero, come dicono, che è fondamentale realizzare un nuovo presidio allora convincano i loro rappresentanti in Regione, in primis i teramani Pepe, Mariani e Monticelli che, bocciando la risoluzione del capogruppo del M5S, Mercante, diretta alla realizzazione dell’ospedale costiero, hanno gettato la maschera e sconfessato il Pd giuliese e altri 10 sindaci». Trifoni invita Mastromauro e Filipponi a dimettersi, per dare forza alla battaglia per l’ospedale di Giulianova. (a.f.)
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