Giulianova, ex carabiniere condannato per rapina

Cinque anni all’appuntato accusato del colpo al Tigre di Colleranesco, il militare a processo anche ad Ancona per corruzione
GIULIANOVA. E’ un appuntato dei carabinieri sospeso dal servizio – perchè coinvolto in un’inchiesta ad Ancona che lo vede accusato di corruzione per un progetto di furto al caveau della Banca d’Italia – l’uomo che la sera del 20 dicembre 2014 rapinò il supermercato Tigre di Colleraneso. Per quel colpo Gaetano Pirone, 55 anni, fino al 2013 in servizio alla Banca d’Italia di Ancona, ieri mattina è stato condannato a cinque anni e un mese: quattro anni e sette mesi per la rapina e sei mesi per il manganello in auto al termine di un giudizio immediato.
Il collegio di primo grado presieduto da Roberto Veneziano (a latere, Sergio Umbriano e Belinda Pignotti), inoltre, ha sentenziato per il militare l’interdizione perpetua dai pubblici uffici non riconoscendogli nessuna attenuante generica. La difesa (rappresentata dall’avvocato Eleonora Lauletta) ha annunciato ricorso in appello. Secondo l’accusa l’uomo armato di coltello e con il volto coperto da passamontagna, dopo aver minacciato i dipendenti , si impossessò di 1500 euro, dileguandosi subito dopo a bordo della sua automobile. I militari, dopo aver ascoltato i testimoni che lo avevano visto allontanarsi dal supermercato, riuscirono ad individuare la vettura a bordo della quale c’era Pirone.
L’uomo venne fermato e perquisito: nelle tasche aveva parte della refurtiva, circa 500 euro in banconote da 10 e da 20. Poi venne perquisita la sua abitazione, non molto distante dal supermercato, e lì i militari trovarono il resto del bottino, il coltello e il passamontagna. Pirone è stato sospeso dall’Arma in seguito al procedimento giudiziario in cui è coinvolto ad Ancona per un progetto di furto al caveau della Banca d’Italia. Un piano fallito che prevedeva di sostituire 200 milioni di euro con carta straccia e per cui sono finiti sotto accusa un altro carabiniere e un poliziotto. L’anno scorso il gup della città dorica Francesca Zagoreo ha rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e tentata concussione l’ex comandante dei carabinieri Ivano Brocca, il sovrintendente della polizia Francesco Lestingi, Olinto Bonalumi e Michele Cristiani. Pirone è accusato di corruzione. Secondo l’accusa della procura ad ideare il colpo sarebbe stato Bonalumi che avrebbe trovato la complicità di Brocca, Lestingi e Cristiani. Brocca a sua volta avrebbe dovuto corrompere un carabiniere addetto alla sorveglianza di Bankitalia in modo che la banda potesse entrare indisturbata nel caveau dopo aver disattivato i sistemi di allarme. Il piantone denunciò tutto ai suoi superiori, facendo scattare l’inchiesta della procura.(d.p.)
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